A Torino, fino al 27 ottobre

Tutto sul Salone del Gusto che ospita sei realtà bergamasche

Tutto sul Salone del Gusto che ospita sei realtà bergamasche
23 Ottobre 2014 ore 17:30

Carlo Petrini apre oggi, giovedì 23 ottobre, il Salone internazionale del Gusto a Torino. L’evento biennale, uno dei più grandi saloni espositivi dedicati al tema dell’enogastronomia e della varietà alimentare sarà visitabile fino al 27 ottobre.

Gli espositori bergamaschi al Salone. Anche Bergamo a trovato un posto al Salone del Gusto. Sono sei le realtà orobiche presenti all’importante rassegna enogastronomica.

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  • Art Caffé Torrefazione Snc. La straordinaria passione di Erminia Nodari per il caffè l’ha portata ad aprire quella che all’inizio era solo una piccola torrefazione artigianale, finalizzata alla messa a punto di tecniche che esaltassero le caratteristiche dei grani. Da qui, poi, è nata la Caffetteria Art Caffè. Fondamentale nel progetto l’incontro con la Fondazione per la Biodiversità di SlowFood, che ha permesso all’azienda di torrefazione bergamasca di lavorare sulle varietà botaniche meno diffuse.
  • La Fenice Srl. È la celebre azienda di Grassobbio diretta dal buongustaio Beppi Bellavita, che importa cose ricercate e golose da tutto il mondo; soprattutto e innanzitutto Pata Negra, il deliziosi prosciutto spagnolo (ne abbiamo parlato qui).
  • La Pinta Snc di Terzi A&C – Birrificio Indipendente ELAV. Ci sarà anche il birrificio di Comun Nuovo, che produce e distribuisce in Italia e nel mondo birre artigianali nate dalla fantasia e dall’intuizione di Antonio Terzi (anche ne avevamo già scritto, qui).
  • Presidio Agrì di Valtorta. L’Agrì è un piccolo formaggio di forma cilindrico di latte vaccino che richiede tre giorni di lavorazione è una particolare tecnica di lavorazione da parte del casaro. Il latte della Latteria Sociale Cooperativa Valtorta proviene direttamente dai dodici piccoli allevatori della vallata. È Abramo Milesi, storico casaro che ha gestito la lavorazione di questo formaggio per otre quarant’anni,  ad aver tramandato la bontà di questo sapere antico.
  • Presidio Stracchino all’antica delle Valli Orobiche. Questo formaggio ha una storia antichissima e il suo nome, documentato fin dal 1200 deriva dalla voce dialettale stracch (stanco), fa riferimento al formaggio prodotto nei periodi di sosta – durante i giorni di transumanza -. Il nome all’antica si riferisce alla particolare tecnica impiegata per limitare il tempo di produzione, che non prevedeva il riscaldamento del latte e accorciava i tempi di coagulazione.
  • Seeds of Italy Franchi Sementi. Si tratta di un’azienda storica  con sede a Grassobbio, che produce e confeziona sementi fin dal lontano 1783. Negli anni ha raccolto un catalogo che contempla più di 750 varietà fra piante da orto, erbe aromatiche e fiori decorativi

Che cos’è il Salone del Gusto. Organizzato da Slow Food, dalla Regione Piemonte e dal comune di Torino, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha raggiunto quest’anno la sua decima edizione. Il primo Salone è stato infatti inaugurato nel 1996 e dal 2012 la manifestazione si svolge contemporaneamente a Terra Madre, la rete mondiale creata dieci anni fa da Slow Food per raggruppare le cosiddette comunità dell’alimentazione impegnate a salvaguardare la dimensione pratica e culturale delle produzione agroalimentare locale. I temi protanti di questa decima edizione  2014 sono l’“arca del gusto” e l’agricoltura familiare. Cioè?

Primo tema, l’arca del gusto. È un progetto lanciato nel 1996, proprio in occasione della prima edizione del Salone, che consiste in un catalogo-raccolta di tutti i prodotti (e di conseguenza i sapori) che rischiano di scomparire (ad oggi siamo a oltre 1000 segnalazioni). Un’arca di Noè enogastronomica, appunto, che avvii progetti di salvaguardia.

Il punto é: l’agricoltura industriale e l’omologazione del gusto cancellano dalla pianeta molte varietà vegetali e di conseguenza molti sapori. Un esempio? Secondo dati FAO al mondo esistono più di 30mila piante commestibili, di queste circa 7000 sono utilizzate nella storia dell’uomo. Oggi però solo 30 di queste sostengono il pianeta rappresentando il 90%  della dieta mondiale. L’arca è allora un’occasione di denuncia e un primo passo di partenza per la valorizzazione, anche a sostegno dei piccoli produttori.

Secondo tema, l’agricoltura familiare. Uno dei punti forza  è la promozione di un nuovo tipo di agricoltura, più umana, che coinvolga tutti i membri della famiglia e tuteli la biodiversità. L’agricoltura è fortemente incoraggiata, naturalmente, dalla FAO, che la celebra in tutto il mondo come nuovo modello si sostenibilità ambientale, economica e culturale. Le problematiche della fame, della malnutrizione e della cattiva alimentazione sono tematiche che trovano necessaria corrispondenza con Slowfood, che per sua natura promuove l’educazione alimentare, il rapporto tra cibo e ambiente e il rispetto dei territori e delle tradizioni.

Tutti i numeri del Salone del Gusto 2014. Gli spazi allestiti per questo evento si estendono su 80mila metri quadrati. Questa è la superficie richiesta per le numerose attività in programma (per il programma, qui). Tra queste, il Mercato è uno dei più attesi: quest’anno raccoglie 1200 espositori provenienti da circa 100 Paesi, per un totale di circa 300 Presidi SlowFood in esposizione sui banchi. E proprio qui si troveranno anche i mille prodotti salvati grazie al progetto Arca del Gusto.

Le conferenze in programma sono più di cinquanta, per raccontare le esperienze di agricoltori, allevatori cuochi e comunità attive nell’ambito del cibo di tutto il mondo; cioè di tutti coloro che ogni giorno lavorano per mantenere la propria identità e sovranità alimentari. Più di cento i  laboratori del gusto, cove i visitatori potranno assaggiare in prima persona il cibo e la sua storia e assistere a decine le lezioni di Scuola di cucina, coordinate da oltre 70 chef.

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