10 frasi in dialetto sulla fine del lockdown

Fine dell’isolamento. A l’me sömèa gna ira (non mi sembra vero)

Fine dell’isolamento. A l’me sömèa gna ira (non mi sembra vero)
07 Maggio 2020 ore 12:45

di Vecchio Daino

Infine il giorno è arrivato e anche se si tratta di una fase 1,5 più che di una fase 2, molti di noi hanno sperimentato l’ebbrezza di uscire di casa, sia pure per motivi di necessità. L’impatto con la realtà non è sempre stato piacevole, e siamo consapevoli che non è ancora finita. Ma, con la nostra caparbietà, supereremo anche questo momento. Lo dobbiamo anche a chi non c’è più.

1. Ghe n’è ‘ntùren tròp sènsa mascherina

Il censore che vive in noi ha già notato che alcuni non rispettano le disposizioni sulla sicurezza. Poi c’è chi esagera e si dedica alla delazione a mezzo social. Alcune deprecabili abitudini non cambiano mai. [Trad. Ce ne sono in giro tanti senza mascherina]

2. Per mé l’è tròp prèst

La nostra innata prudenza spinge alcuni di noi a diffidare di un allentamento troppo repentino delle misure dovute al lockdown. C’è da dire che il parere è condiviso anche da alcuni epidemiologi. [Trad. Per me è troppo presto]

3. Gh’éra zamò tràfech

Abituati alle strade completamente deserte, abbiamo cambiato la nostra percezione del traffico. E bastano poche auto per alimentare l’irritazione che cova sotto la nostra apparente tranquillità. [Trad. C’era già traffico]

4. A l’cór anche chi l’à mai corìt

Sarà la voglia di libertà, ma in questo periodo ha messo le scarpette ai piedi anche chi deteneva il record mondiale di permanenza sul divano. C’è però da scommettere che sarà un fenomeno passeggero. [Trad. Corre anche chi non ha mai corso]

5. Söl laurà m’séra ‘n tri

Il rientro non è ancora di massa, e in alcune piccole aziende si sperimentano gli ingressi scaglionati, anche per garantire le indispensabili distanze interpersonali. Ma noi diremmo l’è assè ìghel ol laurà, basta averlo, il lavoro. [Trad. Al lavoro eravamo in tre]

6. Sperém de turnà mia ‘ndré

Il timore di un ritorno alla catastrofe del mese di marzo condiziona la nostra voglia di tornare alla normalità. Nessuno vuol tornare a sussultare per ogni suono di ambulanza, e ne abbiamo tutte le ragioni. [Trad. Speriamo di non tornare indietro (peggiorare)]

7. Só ‘ndàcc a troà i neudì

I nonni, grandi vittime della pandemia, non vedevano l’ora di rivedere i nipoti, e viceversa. Certo, farlo stando a distanza e con la mascherina non è quello che avevano sperato. [Trad. Sono andato a trovare i nipotini]

8. Ma i tampù quando i a fà?

Una parola entrata nel nostro vocabolario con una frequenza mai vista è tampù. Ma il numero di volte in cui la nominiamo non corrisponde, purtroppo, alle operazioni di controllo effettuate nella realtà. Sarà una cosa con cui fare i conti, meglio prima che poi. [Trad. Ma i tamponi quando li fanno?]

9. L’è mia fenida

La nostra saggezza e la memoria dei nostri vecchi ci impongono di non abbassare la guardia, per non incorrere in una seconda, letale ondata epidemica. Continuiamo, quindi, a usare ogni precauzione possibile. [Trad. Non è finita]

10. A l’me sömèa gna ira

Dopo due mesi di reclusione uscire, anche solo per una passeggiata più lunga dei canonici 200 metri da casa, è stata una rivelazione. Chissà che non impariamo a godere di più dei piccoli piaceri della vita. [Trad. Non mi sembra vero]

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