10 frasi in dialetto

Bufale e discorsi da bar sul Coronavirus. Del tipo: «I africà i se mala mia»

Bufale e discorsi da bar sul Coronavirus. Del tipo: «I africà i se mala mia»
14 Maggio 2020 ore 10:15

di Vecchio Daino

Già la situazione è quella che è, se poi ci si mettono anche i social a diffondere informazioni false e tendenziose, non può che peggiorare. Le battaglie a colpi di fake news infuriano e basterebbe ignorarle, se non fosse che possono causare comportamenti dannosi e scorretti. Eppure sarebbe sufficiente un rimedio antico, ma ancora valido: prima di premere il tasto «condividi», metterci quello che noi chiamiamo ü falì de có, un po’ di testa.

1. I völ mia dovrà ‘l plasma

Si è diffusa sui social con una velocità pandemica la notizia che Big Pharma e le solite lobby finanziarie vogliono impedire la diffusione di questa cura per difendere i propri interessi. Che esistano anche delle difficoltà oggettive non passa nemmeno per la testa. [Trad. Non vogliono usare il plasma]

2. L’è mia ira che i mör

C’è chi ha negato l’evidenza, parlando di foto fake e di bare vuote. Qui da noi, dove l’epidemia ha colpito così duramente, non è stato nemmeno ascoltato. Però qualcosa gli si è detto. [Trad. Non è vero che muoiono]

3. I è stàcc chi di vacini

Anche il noto miliardario Bill Gates avrebbe ordito una trama contorta il cui fine ultimo sarebbe il guadagno ottenuto dai vaccini, nascondendosi sotto la copertura di azioni benefiche per milioni di dollari. Chi glielo farebbe fare, ci si chiede. [Trad. Sono stati quelli dei vaccini]

4. L’è stàcc fàcc per la guèra

Resiste, nonostante tutte le confutazioni scientifiche, la teoria secondo la quale il virus è stato realizzato in laboratorio per scopi bellici, o per danneggiare la Cina o gli Stati Uniti, a seconda dei punti di vista. [Trad. È stato fatto per la guerra]

5. Mè biv la natrolina

Circolano anche curiose indicazioni sui metodi naturali per combattere l’infezione, alcuni dei quali incredibili anche solo da immaginare. Peccato che abbiano avuto anche illustri sostenitori. [Trad. Bisogna bere la natrolina]

6. I africà i se mala mia

Purtroppo non esiste una protezione genetica che renda immuni dal contagio. Eppure qualcuno lo sostiene, e contro questa opinione a nulla valgono i tragici dati che provengono anche dal Continente Nero. [Trad. Gli africani non si ammalano]

7. L’è ön’inflöènsa fórta

Sembra strano, dopo tre mesi di patimenti, ma si leggono ancora paragoni con un malanno appena più forte di un raffreddore. Si vede che stare chiusi in casa non sempre aiuta la concentrazione. [Trad. È una influenza forte]

8. Gh’è de stà atèncc ai gacc

La trasmissione del contagio attraverso gli animali domestici è stata più volte smentita da diverse ricerche accademiche. Nel dubbio, è sempre buona abitudine lavarsi con frequenza le mani e aggiungere l’amuchina alla dotazione di acqua, sacchetto e paletta. [Trad. Bisogna stare attenti ai gatti]

9. I s-cècc i a ciapa mia

Sarebbe bello se davvero almeno i più piccoli fossero risparmiati, ma la realtà è un po’ diversa. Certo, i numeri non sono allarmanti, ma il contatto diretto con i nonni senza usare la mascherina è ancora altamente sconsigliabile. [Trad. I bambini non la prendono (non si ammalano)]

10. L’è assé maià tace limù

È vero che la vitamina C può rafforzare le difese immunitarie ed è usata come sostegno anche in ospedale, ma da lì a farne un rimedio preventivo e sicuro ce ne corre. Un succo di limone in più, comunque, non fa male. [Trad. È sufficiente mangiare tanti limoni]

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