Chi l'ha messa lì

Non solo Cascate, al Rifugio Curò c’è pure l’Excalibur delle Orobie

Non solo Cascate, al Rifugio Curò c’è pure l’Excalibur delle Orobie
Viva Bèrghem 16 Giugno 2018 ore 10:00

È un po’ come il solstizio d’estate che apre la stagione, con un triplice salto liberatorio di ben 315 metri atteso da migliaia di escursionisti. Domenica 17 giugno (dalle 11 alle 11.30) torna a Valbondione, in Alta Valle Seriana, lo spettacolo delle Cascate del Serio, seconde, per altezza in Italia, solo a quelle dello Stroppia, in provincia di Cuneo. Le cascate piemontesi sono a loro volta seconde in Europa dietro agli 860 metri della Vinnufossen in Norvegia, sesta al mondo con i suoi 860 metri d’altezza.

 

 

Riaprono le cascate, cinque date. In Val Seriana più che i record, comunque ragguardevoli, conta il contesto naturale ineguagliabile, che consente agli escursionisti di salire nella zona di Maslana (spettacolo nello spettacolo), con l’Osservatorio e la piacevole compagnia, ardita e numerosa, di centinaia di stambecchi. A dominare la scena in quota c’è il Rifugio Antonio Curò, non lontano dalla diga costruita nel 1931, che di fatto ostruì il naturale salto delle Cascate, creando la conseguente attesa per gli appuntamenti annuali di apertura. Quest’anno sono fissati (sempre dalle 11 alle 11.30) oltre che per il 17 giugno, anche domenica 19 agosto, domenica 16 settembre e domenica 14 ottobre. Da non perdere anche l’unico appuntamento in notturna (dalle 22 alle 22.30) di sabato 14 luglio, con degustazioni enogastronomiche e i potenti motofari della Croce Blu di Gromo che illuminano il triplice salto. L’accesso all’area delle cascate da Valbondione è sostanzialmente facile e presuppone al massimo un’ora e mezza di cammino seguendo i segnavia 332 dalla frazione Grumetti, la mulattiera con segnavia 305 che da Valbondione sale al Curò oppure il sentiero 306 che sale da Lizzola e Valbona.

 

 

L’Excalibur delle Orobie. A chi volesse aggiungere un pizzico di mistero all’escursione per le Cascate, consigliamo di soffermarsi a pochi passi dal Rifugio Curò, sulla misteriosa spada nella roccia che si affaccia sull’invaso del Barbellino. Tentare di estrarla è esercizio (inutile) ripetuto da molti, per goliardia oppure per il classico selfie: la lama è saldamente conficcata nella roccia… da appena due anni.

L’Excalibur delle Orobie è nata infatti da un’idea di Matteo Rodari, 40 anni di Valbondione, che insieme al collega Valerio Gadaldi lavora come guardiacaccia della locale riserva faunistica impegnandosi anche come volontario del Soccorso Alpino. «L’idea – spiega – nacque sull’onda dell’iniziativa Sentieri Creativi promossa dal Cai Bergamo e dedicata a giovani artisti. Pensai di creare un rimando visibile alla leggenda delle Cascate del Serio, in cui si racconta di una nobildonna innamorata di un pastore locale, già fidanzato con una bella fanciulla del paese. La nobildonna imprigionò la fidanzata nel suo castello e le lacrime di questa furono tali e tante da travolgere il Castello e creare il triplice salto delle Cascate». Il tempo e la tradizione orale hanno aggiunto anche la strega Malgina (nome del  lago posto ai piedi del Pizzo del Diavolo) e ora Matteo ci ha messo anche la spada. «Ho coinvolto nell’idea mio padre Modesto, ex guardano Enel al Curò, con cui abbiamo forgiato la spada».

Sulla spada sono impresse le iniziali R.M. (univoche per padre e figlio) ed è incisa la data del 1415, non certo casuale. «Vuole ricordare l’epoca in cui a Gromo e Valbondione venivano fuse lame e spade. A Gromo dal 2010 è aperto il MAP, il museo delle armi bianche e delle pergamene, a ricordo delle antiche fucine». In questi giorni la spada è finita addirittura in una guida stampata in Francia dall’editore Jonglez. Si intitola Bergamo insolita e segreta ed è stata realizzata dal giornalista Emanuele Roncalli de L’Eco di Bergamo.

 

 

Matteo Rodari, per lavoro e per passione, è assolutamente di casa a Maslana e nella zona del Curò. Lo scorso anno ha partecipato come fotografo al concorso StambeccOrobie, organizzato dal CAI Bergamo e dalla rivista Orobie, diretta da Paolo Confalonieri, nel trentennale del progetto di ripopolamento degli stambecchi sulle nostre montagne. Matteo ha vinto il premio speciale per la foto creativa, con uno stambecco “ammiratore lettore”.

Altro binomio artistico. Un binomio artistico si annuncia anche per domenica 17 giugno, quando la mattinata di apertura delle Cascate sarà animata, alle 10 ai piedi delle Cascate, dal concerto del trombettista compositore siciliano Giovanni Falzone. È l’appuntamento inaugurale de I Sentieri della Musica, il progetto che porta in quota, nell’area di sentieri e rifugi, eventi musicali di grande prestigio. In caso di maltempo il concerto si terrà presso Chiesa Parrocchiale di Valbondione alle ore 21.00. In coincidenza con le aperture vengono organizzate anche visite guidate con guida alpina (7 euro a testa a partire dai 14 anni). Partenza dal palazzetto dello sport-ufficio turistico alle ore 8.30 verso il Curò, con soste didattiche e culturali, arrivo all’Osservatorio per godere dello spettacolo delle Cascate. Se amate la natura e il mistero della spada, “cascate” a fagiolo.

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