Il parco cittadino

Un giro in pattuglia con la polizia lungo le sponde del Serio

Un giro in pattuglia con la polizia lungo le sponde del Serio
Viva Bèrghem 02 Settembre 2017 ore 07:30

Metti un giorno un giro al parco… con i poliziotti. Abbiamo seguito alcuni agenti della Polizia locale di Seriate durante un controllo nelle zone dell’Oasi Verde di Seriate, per scoprire come operano le forze dell’ordine e quali siano i luoghi sorvegliati. La Polizia locale e i carabinieri sono infatti costantemente impegnati per assicurare il necessario rispetto delle regole fondamentali che consentono una fruizione sana e libera dei parchi a tutti i cittadini, ma, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini in merito a esibizionisti lungo le rive del Serio, i controlli si sono intensificati.

Si sale in auto. Prima tappa: cava Testa. Si raggiunge l’ingresso del sentiero del parco addentrandosi in strade poco frequentate nella zona di Cassinone. Un percorso sterrato porta a una piccola area in cui da qualche mese è vietata la sosta, ma che, fino a prima, era un piccolo parcheggio. Il divieto di sosta è stato creato proprio per scoraggiare chi voglia accedere a quella parte di parco celatamente: l’angolo sfugge infatti alla vista ed è un posteggio perfetto per chiunque non voglia mostrare la sua presenza. Basta in realtà parcheggiare a pochi metri di distanza dal fondo di via Misericordia, verso la strada principale (il che significherebbe però percorrere un tratto alla luce del sole). Naturalmente questo è poco più che un deterrente: chi vuole giungere qui può farlo facilmente percorrendo un breve tratto a piedi all’interno dell’Oasi.

 

 

I poliziotti proseguono silenziosi, lasciando ben presto la stradina principale per percorrere sentieri tra i rovi e i rami che, impertinenti, bloccano spesso il passaggio. «Sono questi i luoghi in cui abbiamo trovato i soggetti senza costume: la sponda sinistra sembra essere la preferita da chi ama certe pratiche», commenta il comandante Giovanni Vinciguerra, sporgendosi da una roccia lungo la riva per avere una visuale migliore del circondario, ma senza troppo esporsi allo sguardo dei presenti. Sono con noi altri tre agenti della Polizia che monitorano il sentierino battuto. Si dividono in due gruppi, poi si riuniscono per confrontarsi. Nulla, tutto tranquillo. Giusto un paio di persone che si concedono un bagno per sfuggire all’umida calura, un anziano che, con la sua bicicletta, imbocca la via verso l’Oasi 1, un sessantenne in pantaloncini che si aggira nella zona senza motivo apparente: un curioso? Un amante della solitudine? Un uomo alla ricerca di nuovi incontri? Chissà…

Se il luogo fosse meno impervio e più frequentato da passeggiatori, amanti della corsa, padroni con cani, si eviterebbe certamente la presenza di chi qui viene a nascondersi. Idem la sponda destra, «frequentata più da coppie che da individui singoli: ci è capitato di beccare qualche coppietta giovane ad amoreggiare», ma non saranno certo i baci arditi di qualche ragazzino a destare lo scandalo o a minare la tranquillità del luogo. Questa è una parte ben più frequentata della sinistra e alla mercé degli occhi dei passanti o dei ciclisti: nessuno osa troppo. «Incontriamo diverse persone, procediamo spesso all’identificazione, ma perlopiù sono dei curiosi a frequentare la zona - asserisce Vinciguerra - Ci sono arrivate varie segnalazioni, ma sono avvistamenti da lontano. Certi bagnanti sembrano senza costume, ma, avvicinandosi, si scopre che è solo uno scherzo della vista: sono i colori tenui dei costumi a suscitare l'inganno».

 

 

Insomma, il più delle volte sono suggestioni o allarmismi, ma la situazione continua a essere monitorata con attenzione, anche dai volontari dell’Anppe e della Protezione Civile di Seriate. «Normalmente la zona viene battuta da tre agenti della Polizia e da tre carabinieri, con almeno un controllo a settimana, ma ogni giorno prosegue costante il pattugliamento della zona da parte dei nostri agenti», continua il comandante. Le forze dispiegate sono molte, sebbene Seriate non abbia a disposizione un numero di agenti proporzionale all’estensione del territorio e alla popolazione, ma, finché il problema continuerà a essere così sentito dalla popolazione, le forze dell’ordine mantengono frequenti i controlli.