L'amarezza del Villaggio degli Sposi: addio a 204 piante per colpa del tarlo asiatico
Ieri sera (28 febbraio), incontro all'oratorio per spiegare i passi necessari per contrastare la diffusione dell'animaletto. Il dispiacere dei residenti

di Camilla Amendola
Non è stato rincuorante sapere che al Villaggio degli Sposi verranno tagliati 204 alberi. D’altra parte, però, non c’è altra scelta. La colpa è di un piccolo insetto proveniente da Giappone e, soprattutto, dalla Cina. Si tratta del tarlo asiatico, che è arrivato in Europa e in America attraverso i bancali adibiti al trasporto navale e aereo di merci. Bancali che, tecnicamente, dovrebbero essere trattati per prevenire la diffusione di insetti come questo, cosa che purtroppo non sempre avviene.
Come hanno spiegato ieri (28 febbraio) i tecnici ai cittadini del quartiere, incontrati in serata dopo la conferenza stampa a Palazzo Frizzoni del pomeriggio, negli anni a Bergamo si sono manifestati diversi focolai di tarlo asiatico. Il primo è stato trovato nel 2017 a Trescore Balneario, seguito nel 2021 da Ghisalba e nel 2022 da Grumello del Monte. La recente scoperta di un focolaio nel parcheggio del centro sportivo di Loreto ha fatto sì che gli ispettori fitosanitari indagassero nelle zone adiacenti, scovando così l’insetto nefasto anche a Curno, Curnasco e, appunto, al Villaggio degli Sposi.

Questi animaletti uccidono l’albero e non c’è altra possibilità di eliminarlo se non tagliando le piante, macerando il legno - che non può essere trasportato al di fuori dell’area contaminata - e bruciarlo. Gli alberi che il tarlo predilige sono sfortunatamente quelli tipici delle nostre zone, come gli aceri (nell’82 per cento dei casi), gli ippocastani e i noci. Il Servizio Fitosanitario, convenzionato da Regione Lombardia, che si assume il completo costo dei lavori, si impegna a piantare alberi dove sono stati estirpati. Il tutto verrà fatto nel pieno rispetto della tutela della biodiversità e piantando alberi che il tarlo asiatico tendenzialmente non attacca.
Dato che si tratta di un problema che coinvolge, oltre a noi, anche Francia, Germania e Svizzera, sono state emanate delle disposizioni europee sul trattamento del fenomeno. Entro il 30 aprile il Servizio Fitosanitario spera di aver concluso i lavori sia negli spazi pubblici, sia nelle abitazioni private del Villaggio. Vero è che si tratta di un fenomeno che deve essere continuamente monitorato e che, di conseguenza, è possibile che nei prossimi anni debbano essere abbattute anche altre piante.
Quello degli abbattimenti è un tema particolarmente sensibile nel quartiere, come dimostrano le polemiche delle scorse settimane per gli abbattimenti di tutti gli alberi che erano presenti in piazza Visconti e necessari per i lavori di riqualificazione delle abitazioni popolari. Per questo una residente, ieri sera, ha colto l’occasione per chiedere «che vengano svolti i lavori con criterio e che non vengano eliminate altre piante se non strettamente necessario per prevenire la diffusione del tarlo asiatico».
All’incontro, avvenuto nella sala dell'oratorio del quartiere, erano presenti l’assessore Giacomo Angeloni; quella al Verde pubblico, Marzia Marchesi; l’ispettore fitosanitario di Regione Lombardia, Alessandro Bianchi; il direttore dei lavori di attività fitosanitarie Ersaf; il dirigente del servizio Verde pubblico comunale, Silvano Armellini; Filippo Grasso, agronomo del servizio Verde pubblico comunale.