Dopo la “mano tesa” di Regione Lombardia a dipendenti e sudenti della Fondazione Ikaros di ieri (mercoledì 6 maggio), oggi è arrivata la risposta dei vertici della stessa Ikaros e delle Fondazioni Et Labora e JobsAcademy, che hanno voluto fare alcune precisazioni.
La proposta di Regione: paghiamo noi
Attraverso una nota della Direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro, il Pirellone ha reso noto di essere pronto a garantire la corresponsione regolare dello stipendio ai docenti e del personale di Fondazione Ikaros, da mesi in attesa delle loro spettanze (con i sindacati che nelle scorse settimane hanno minacciato uno sciopero), e a coprire le spese per le sedi accreditate comprensive di canoni di locazione, utenze, manutenzione ordinaria, riscaldamento e servizi di funzionamento. L’obiettivo – ha detto Regione – è quello di consentire agli studenti iscritti di completare i percorsi formativi intrapresi.
«Né le Fondazioni, né i Cda sono indagati»
«Le Fondazioni hanno sempre mantenuto un atteggiamento improntato alla massima collaborazione istituzionale – si legge nel comunicato diffuso oggi a firma dei presidenti Giovanni Santini e Lorenzo Merlini Manzoni -, partecipando con senso di responsabilità a tutte le interlocuzioni tecniche e amministrative avviate negli ultimi mesi; proprio per questo motivo sorprende una rappresentazione pubblica che rischia di alterare il quadro reale delle interlocuzioni in corso e di generare ingiustificato allarme tra studenti, famiglie e lavoratori».
Dopo aver ricordato che «né le Fondazioni, né i rispettivi Consigli di Amministrazione risultano indagati e che ogni diversa rappresentazione risulta priva di fondamento e contribuisce a generare una percezione distorta della realtà» (il riferimento è all’inchiesta sulla Fondazione San Michele Arcangelo, “casa madre” degli enti accreditati, e incentrata su «figure chiave» degli enti, a partire dal fondatore Daniele Nembrini, accusato insieme ad altre undici persone di truffa, peculato, turbativa d’asta, fatture false e infedeltà patrimoniale), le Fondazioni sottolineano che stanno «continuando ad adempiere puntualmente a tutte le numerose e complesse richieste di controllo avanzate da Regione Lombardia».
E aggiungono: «Si evidenzia altresì che le misure e i pagamenti ad oggi comunicati da Regione Lombardia fanno esclusivo riferimento alla Fondazione Ikaros e che, allo stato attuale, non risulta ancora definita alcuna misura analoga relativa a Fondazione JobsAcademy e Fondazione Et Labora».
«Pagare tutti»
Merlini Manzoni e Santini, dopo aver ribadito di vantare un credito di oltre 7 milioni nei confronti di Regione per le annualità 2021–2024, con l’aggiunta di ulteriori 5,5 milioni «relativi all’anno corrente 2025–2026», entrano nel merito della proposta di Regione: «Pur assecondando la richiesta di delega avanzata da Regione, non si comprende per quale ragione verrebbero pagati alcuni dipendenti sì ed altri no, alcuni fornitori sì ed altri no e, in particolare, per quali motivazioni e sulla base di quali elementi verrebbe escluso dal pagamento in delega il Consorzio Officium, soggetto di proprietà delle Fondazioni al quale sono stati affidati, nel pieno rispetto di statuti, leggi e regolamenti, i principali servizi centrali indispensabili al funzionamento delle attività formative e amministrative, tra cui amministrazione, gestione del personale, progettazione, rendicontazione, coordinamento organizzativo e supporto tecnico-operativo».
«No a strumentalizzazioni»
«Le Fondazioni ritengono pertanto incomprensibile e palesemente vessatoria qualsiasi impostazione che determini trattamenti discriminatori tra lavoratori – continua il comunicato -, collaboratori o fornitori essenziali, tutti ugualmente necessari al regolare svolgimento delle attività istituzionali. Per tale ragione si richiede la cessazione di tali atteggiamenti e il pagamento di tutti i lavoratori, nonché dei fornitori indispensabili alla continuità operativa delle Fondazioni e del Consorzio, compresi servizi essenziali quali il trasporto degli alunni, le manutenzioni degli immobili necessarie al mantenimento degli standard di accreditamento, le utenze, i servizi informatici e le attività organizzative indispensabili alla continuità didattica».
Ikaros, Et Labora e JobsAcademy concludono: «La scuola, la formazione e gli studenti non possono e non devono essere strumentalizzati per finalità politiche».