Stanchezza, cattivo umore, stress. Sono solo alcuni sintomi – e non c’è bisogno di una laurea in medicina per (ri)conoscerli – riconducibili alla mancanza di sonno o a un sonno disturbato. Ne sanno qualcosa le tantissime persone che vivono nei dintorni dell’aeroporto di Orio, sotto le tratte di decollo e atterraggio. Parliamo del terzo scalo italiano per traffico passeggeri, una struttura che dopo la brusca frenata del Covid ha ripreso la sua corsa al record di utenti.
Nuovo record in vista?
Lo dicono i numeri: nel 2024 (al momento anno record assoluto) sono stati 17,5 milioni i passeggeri transitati da Orio; nel 2025 poco più di 17 milioni. E quest’anno? I primi sei mesi del 2026 ci dicono che sono state 240 mila in più le persone passate dal “nostro” aeroporto rispetto allo stesso periodo del 2024: complessivamente 8.660.131 passeggeri contro 8.418.766.
Nel solo mese di giugno lo scalo ha registrato un incremento del 9,6 per cento di decolli e atterraggi rispetto allo stesso mese del 2025, pari a un più 7,8 per cento di utenti. È quindi probabile che il 2026 si chiuda con un nuovo record.
Che la crescita di Orio sia inarrestabile è evidente da tempo. I numeri previsti nel Piano di sviluppo in scadenza nel 2030 sono stati ampiamente superati da anni e a luglio è stato presentato quello nuovo, “firmato” dalla società gestrice Sacbo. Si parla di un masterplan che prevede, da qui al 2043, investimenti per ben mezzo miliardo di euro e il raggiungimento di quota 23,5 milioni di passeggeri.
I comitati vogliono trasparenza
Numeri abnormi, che hanno fatto subito (…)