Sfida tra dottori

Ordine dei Medici, nuovo “attacco” del primario Fenaroli: «Ente sindacalizzato»

Il primario del Papa Giovanni si è candidato alla presidenza contro il numero uno uscente, Guido Marinoni. E dopo le bordate delle scorse settimane, fa alcune precisazioni

Ordine dei Medici, nuovo “attacco” del primario Fenaroli: «Ente sindacalizzato»
08 Ottobre 2020 ore 18:30

Presto i dottori bergamaschi iscritti all’Ordine dei Medici dovranno eleggere il loro nuovo rappresentante locale. A sfidarsi, l’attuale presidente Guido Marinoni e il primario del Papa Giovanni XXIII Privato Fenaroli. Proprio quest’ultimo aveva annunciato la sua candidatura con un’intervista al nostro giornale, nella quale aveva fatto dichiarazioni dure, andate di traverso a diversi suoi colleghi. Nelle successive settimane, Fenaroli ha raccolto sia il sostegno di tanti colleghi, ma anche numerose critiche da parte dei medici di medicina generale, secondo Fenaroli eccessivamente tutelati dall’Ordine, che negli ultimi anni è diventato sempre più un sindacato e sempre meno un ente rappresentante di tutti gli interessi dei suoi membri.

Sebbene vada sottolineato come Marinoni abbia sempre preferito andare oltre le critiche e non abbia mai criticato le posizioni o le affermazioni del suo sfidante, nemmeno nel giorno della presentazione della sua lista, Fenaroli, dopo aver presentato un esposto per la mancata possibilità di votare online, poche ore fa ha diffuso un comunicato nel quale torna sul punto. Facendo alcune precisazioni ma non lesinando nuove critiche a chi, negli ultimi anni, ha guidato l’Ordine.

«Dopo le mie esternazioni che tante polemiche hanno suscitato, mi sono confrontato, di persona e per iscritto, con molti MMG (medici di medicina generale) che ringrazio. Premetto che lavativi, fannulloni e opportunisti si scovano in tutti i settori della nostra nobile professione, pertanto e al contrario, è indubbio che ci siano tanti Medici di Famiglia che lavorano moltissimo. Io non ho mai posto il problema sui singoli e mai mi sono permesso di dare giudizi sulla professionalità, etica e deontologia di chicchessia. Io pongo un problema sul sistema di regole e di risultati che regolano il lavoro dei singoli MMG, la cui organizzazione è il risultato di una trattativa legittima tra i sindacati dei medici del territorio e la politica che decide le regole di sistema, che disciplina la vostra professione e il perimetro entro il quale deve stare.

I sindacati svolgono benissimo la loro funzione, spesso ottengono risultati vantaggiosi per loro e i loro iscritti, ma dannosi per il sistema nel suo insieme. Non sono “cattivi” i sindacati, ma è assai discutibile la politica che cede alle loro richieste spesso irragionevoli! Pertanto i MMG sono le prime vittime di un sistema sindacalizzato, che confonde la vostra soggettiva disponibilità, per esempio, con la reperibilità. La disponibilità è, appunto, soggettiva e non sanzionabile, mentre la reperibilità è oggettiva e sanzionabile. Non va confuso l’orario minimo obbligatorio, con la soggettiva valutazione dei MMG, di svolgere più ore del minimo richiesto.

Appare possibile che un sistema complesso come quello sanitario, necessariamente integrato, debba confidare sulla soggettiva e individuale disponibilità dei MMG? Io auspico, invece, che sia formalmente riconosciuto in termini economici, di prestigio, di immagine sociale, il lavoro che è fatto con passione, dedizione e sacrificio, ma che, invece, viene stravolto da chi asseconda lo status quo a detrimento di una vera difesa della medicina territoriale. Mio intento è esattamente l’opposto di quanto si va dicendo delle mie opinioni, in modo strumentale.

Il servizio sanitario deve prevedere che ognuno faccia il proprio dovere, in una vera sinergia operativa ed integrata fra territorio ed ospedale, senza alcuna differenza. Agli attori sanitari deve essere riconosciuta pari dignità, pari diritti, ma anche pari doveri. In altri termini, ciò che contesto è l’attuale sindacalizzazione dell’Ordine dei Medici che ne mina la terzietà che dovrebbe caratterizzarlo, ma se ai più sta bene così, continuate pure democraticamente a sostenere gli artefici di questo sistema».

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