l'incontro settimanale

Vaccinazioni anti-Covid, l’Ats di Bergamo prevede di raggiungere oltre 700 mila persone

Per le profilassi di massa sarà utilizzato il modello organizzativo già sperimentato in autunno per l'antinfluenzale

Vaccinazioni anti-Covid, l’Ats di Bergamo prevede di raggiungere oltre 700 mila persone
Altro Bergamo, 15 Gennaio 2021 ore 17:39

Quando partirà effettivamente la campagna vaccinale anti-Covid di massa, in provincia di Bergamo riceveranno il siero oltre 700 mila persone. Per evitare intoppi nelle procedure e ridurre il rischio di contagi al momento delle somministrazioni si utilizzerà parte del modello usato in autunno, in occasione delle vaccinazioni antinfluenzali. Si è discusso soprattutto di questo in occasione dell’incontro settimanale organizzato tra l’Ats di Bergamo e i sindaci della provincia.

«La vera scommessa, oggi, è innanzitutto la campagna vaccinale Covid, al momento avviata sul mondo della sanità e che, a seguire, riguarderà gli over 80, circa 70 mila persone, target per il quale si renderà probabilmente necessaria l’attivazione di sedi esterne territoriali – ha spiegato il direttore generale Massimo Giupponi -. Verrà quindi recuperato tutto il lavoro avviato per le vaccinazioni antinfluenzali, che è stato possibile grazie alla collaborazione di tutti i sindaci».

Nei mesi autunnali erano state individuate oltre 90 sedi vaccinali esterne, consentendo di raggiungere (al netto delle carenze nel numero di vaccini acquistati da Regione Lombardia) un gran numero di persone con più di 65 anni d’età.

«Anche per le vaccinazioni anti-Covid puntiamo a un’ampia copertura – aggiunge Arrigo Paciello, del servizio farmaceutico dell’Ats -. Questa volta verrà interessata la popolazione generale, ad eccezione degli under 16 che al momento non sono compresi, che riceverà due somministrazioni. Serve quindi un grande sforzo organizzativo». I locali usati per i test rapidi e per l’antinfluenzale sono il punto di partenza per l’individuazione delle sedi territoriali per le future vaccinazioni. L’ipotesi è quella di costruire una rete territoriale che conti circa 25 postazioni.

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