L'editoriale di Xavier Jacobelli

Dea troppo brutta per essere vera. Ma vedi Napoli e poi impari

Dea troppo brutta per essere vera. Ma vedi Napoli e poi impari
17 Ottobre 2020 ore 20:05

di Xavier Jacobelli

Vi sembrerà paradossale, eppure, i quattro sberloni presi a Napoli potranno fare bene all’irriconoscibile Atalanta del San Paolo dove ha giocato malissimo, al contrario degli avversari, protagonisti di una prova strepitosa. Nel primo tempo i nerazzurri sono rimasti negli spogliatoi, dominati in lungo e in largo dai partenopei che li hanno stroncati sulle fasce, nel ritmo, nelle idee. La difesa è stata un groviera, la sosta è stata deleteria per alcuni nazionali, la sconfitta netta e meritata, il Napoli ha giocato molto meglio, anche se ha avuto 14 giorni per preparare la partita e Gasperini, invece, ha ritrovato la rosa al completo soltanto 48 ore prima della trasferta.

Ma questo non deve essere né un alibi né una giustificazione, così come non è il caso di fare drammi per il 4-1, dimenticando le tre vittorie consecutive nelle prime tre giornate, i 13 gol segnati in 270 minuti. E annotando anche le due note positive: il ritorno di Ilicic, evidentemente bisognoso soltanto di ritrovare il ritmo partita e il secondo, consecutivo gol di Lammers, uno che alla Dea darà grandi soddisfazioni.

In una pessima giornata può incappare anche l’Atalanta delle meraviglie che non perdeva in trasferta da dieci mesi. Per fortuna, c’è subito la Champions: mercoledì, in casa Midtjylland, rivedremo il vero volto di questa squadra. A volte, gli sberloni sono salutari anche se li prendi nel giorno del tuo centotredicesimo compleanno. Su la testa, tenendo conto che è fatale pagare un pedaggio atletico alla sosta, se per dieci giorni perdi tredici giocatori, in giro nel mondo con le loro nazionali (Gomez ha dovuto volare anche a La Paz, a 3.600 metri di altitudine ed è rientrato soltanto mercoledì notte). Semmai, urge registrare la difesa: Palomino e Romero nel primo tempo hanno sfarfalleggiato e meno male che Sportiello, colpevole sul gol di Osimhen, si è riscattato nella ripresa.

I danesi non sono il Napoli, però corrono come dannati, sebbene segnino poco (7 reti in 5 partite) e incassino 1 gol a incontro. Confortino Gasperini le parole di Gattuso, il quale si conferma sempre più un tecnico di grande valore, visto come gioca il suo Napoli: «Anche se ha perso per 4-1, l’Atalanta si è confermata una grande squadra, una squadra da scudetto. Se non lo fosse, nella ripresa sarebbe andata in barca. Così non è stato». Rino dice sempre ciò che pensa, pensando a ciò che dice. E non mente mai.

Gasperini di scudetto non ha mai parlato. A gentile richiesta, prima della sosta aveva invitato a riprendere il discorso dopo la ventesima giornata, convinto com’è che bisogna volare basso per arrivare in alto. Dea, vedi Napoli e poi impari.

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