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Così non va

Foto e video dei tifosi dell’Atalanta fuori dallo stadio (nonostante le raccomandazioni)

Anche l'appello lanciato dell'Ats per chiedere alla gente di restare a casa non ha sortito effetti: centinaia di appassionati si sono comunque ritrovati al Gewiss per accogliere la squadra prima della sfida al Real Madrid

Atalanta Bergamo, 24 Febbraio 2021 ore 19:29

Le raccomandazioni si erano sprecate, in questi giorni. Quanto accaduto domenica pomeriggio a Milano, con decine di migliaia di tifosi di Inter e Milan assembrate all’esterno di San Siro in occasione del derby di campionato, avevano ampliato ulteriormente la eco delle stesse, tanto che addirittura il numero uno dell’Ats Bergamo ha scritto una lettera ai tifosi nerazzurri. Purtroppo, però, in queste ultime ore, poco prima della partita di Champions tra Atalanta e Real Madrid, centinaia di persone si sono comunque riunite nell’intento di accogliere la squadra.

Le foto e il video che vedete in questo articolo sono abbastanza eloquenti: nonostante praticamente tutti i presenti indossino la mascherina, le distanze di sicurezza non sono rispettate e tantissimi tifosi dell’Atalanta, anche famiglie con bambini, non hanno voluto rinunciare alla possibilità di accogliere l’arrivo della squadra al Gewiss Stadium.

Già attorno alle 18, nei pressi del Baretto di viale Giulio Cesare, si erano formati i primi gruppetti di tifosi, che col passare delle ore sono diventati sempre di più. Alle 19 circa, centinaia e centinaia di persone si sono disposte lungo i due lati di viale Giulio Cesare, arrivando fino a piazzale Oberdan e addirittura al parco Suardi, con l’intento di accogliere tra due ali di folla il pullman dell’Atalanta in procinto di arrivare all’impianto.

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La situazione appare ben diversa, va detto, da quella a cui si è assistito domenica a Milano, ma si tratta pur sempre di un’aggregazione di persone, molto vicine tra loro, non consentita dalle norme attualmente in vigore e sicuramente sconsigliata data l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La passione per la Dea è una cosa bellissima, ma non ci deve fare dimenticare che la priorità, in un momento come questo, è la salute di tutti. Il calcio viene dopo, sempre.

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