Menu
Cerca
Parola del Mister

Gasperini prima del Torino: «Ora la priorità è la Coppa Italia». Microfrattura per Hateboer

Il tecnico nerazzurro è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara con i granata, svelando che per il recupero del laterale olandese i tempi sono incerti

Gasperini prima del Torino: «Ora la priorità è la Coppa Italia». Microfrattura per Hateboer
Atalanta 05 Febbraio 2021 ore 15:41

di Fabio Gennari

Conferenza stampa molto serena per mister Gasperini alla vigilia della gara con il Torino. Il tecnico dei nerazzurri ha presentato la gara di domani senza dimenticare il ritorno, di mercoledì, della semifinale di Coppa Italia con il Napoli. Notizie importanti anche per la situazione Hateboer: il giocatore soffre di una microfrattura al piede.

Mister, partiamo dagli assenti: chi mancherà con il Torino?

«Riprendiamo oggi dopo la gara di Napoli, dovremmo recuperare Sutalo e l’unico fuori è Hateboer, che ha un problema al piede. Si tratta di una vecchia microfrattura che gli provoca molto fastidio, sia nell’appoggio che a calciare. Se questo problema si protrarrà servirà un intervento con tempi lunghi, se si risolve invece è meglio: in questo momento c’è incertezza per i tempi di recupero, a Milano ha messo male il piede e si è riacutizzato. Gli sviluppi dipendono un po’ dalla sintomatologia. Maehle ha un taglio sul piede, sembra recuperabile anche lui».

Quella con il Torino sarà la gara numero 30 della stagione.

«Abbiamo iniziato a giocare tardi e le partite sono state molto ravvicinate, in questo avvio di 2021 stiamo giocando invece di più dell'autunno e lo stiamo facendo bene. Con una buona rotazione di uomini, fornendo prestazioni positive: sono molto soddisfatto di come i ragazzi stanno interpretando il momento. Non è facile, ma vedo grande entusiasmo. I ragazzi sono encomiabili, parliamo di gare anche molto impegnative e contro squadre forti».

La sfida ai granata sarà condizionata dal ritorno con il Napoli?

«La gara di mercoledì assume un’importanza notevole, vale la finale di Coppa Italia. La priorità, in questo momento, è quella. Con il Torino cercheremo di fare il meglio possibile, ma è chiaro che tra le due la massima attenzione è su mercoledì.  Sono molto soddisfatto della sfida giocata a Napoli, non era facile. Per me non è un risultato negativo, per andare in finale bisogna vincere, è vero, però anche loro devono fare gol. Giocare in casa un po’ aiuta sempre. Abbiamo giocato un tempo e ora dobbiamo fare il secondo».

Dopo la Lazio c’è stata qualche esagerazione, pensa che l'Atalanta dia fastidio lì davanti?

«Ci siamo incontrati in tre giorni due volte, poi c'è stato il Napoli e ora il Torino e ancora il Napoli. Poi il Real. L’Atalanta in questa posizione accende magari più rivalità, quest’anno ci sono tutte le big nelle zone alte quindi stare lì in mezzo scatena le considerazioni di chi dice: cosa ci stanno a fare?».

Quando giocate contro formazioni che accettano il confronto fate grandi cose, con chi si difende e basta invece è più dura…

«Dipende molto anche dal fatto se si riesce o meno a sbloccare la gara. Difficile per tutti, non solo per noi. Le altre fanno il loro gioco, cercando di sfruttare calci piazzati e altre situazioni da fermo. Noi dobbiamo essere più bravi a capitalizzare al meglio le palle gol, in generale tutti perdono punti con le squadre di medio bassa classifica».

La scelta di escludere Kovalenko dalla lista Uefa come la spiega?

«Oggi è il primo allenamento per lui, mi sembrava giusto non inserirlo perché giochiamo tra 15 giorni e quindi ho inserito elementi che hanno fatto già la stagione».

Sulla panchina del Torino è arrivato Nicola.

«Quando c’è un cambio di allenatore c’è sempre una reazione da parte dei giocatori. A Crotone e Genova, Nicola ha già fatto risultati importanti, troveremo un Torino che ogni volta ha di fronte una gara importante, cambiano gli obiettivi ma vedo sfide che ogni settimana sono di grande importanza: sono già tutti punti decisivi, come se fossimo a fine anno. La classifica è corta, tutti giocano come se fosse l’ultima spiaggia».

È sorpreso della loro classifica?

«Certamente. Sono partiti con altre ambizioni, questo è un campionato diverso per tanti motivi e c’è il rischio di restare impelagati in posizioni che uno non pensa».

Come giudica gli alti e bassi di Ilicic?

«È un giocatore assolutamente recuperato, come tutti ha momenti molto buoni e altri meno. Giocando così tante gare, si corre anche il rischio di perdere le dimensioni. Con il Milan era da Pallone d’Oro, mentre due partite dopo magari cambia tutto...».

Pasalic a che punto è?

«Sta bene, deve trovare la condizione e anche se non ha i 90' minuti nelle gambe può solo crescere. Con la Lazio ha fatto gol, entra in area e la cosa più importante è proprio che si senta bene fisicamente».

Ultima considerazione sui difensori che attaccano: a Napoli, Toloi è stato davvero una spina nel fianco per i padroni di casa.

«Questa è una squadra che ha avuto nelle ultime settimane una buonissima evoluzione nei difensori e nei centrocampisti. Si vede un bel gioco corale, Toloi e Djimsiti ma anche Romero, che fa tanti assist. Per noi è una risorsa, ci vuole sempre equilibrio ma credo che questa sia davvero una buona crescita. Sarebbe il massimo segnare un po’ di più ma sono soddisfatto».