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Grande vigilia

Gasperini prima della Juve: «Partita che vale tanto. Caso antidoping? Parlerò in udienza»

Interessante chiacchierata pre-partita con il tecnico della Dea, che ha parlato della sfida con i bianconeri e non solo

Gasperini prima della Juve: «Partita che vale tanto. Caso antidoping? Parlerò in udienza»
Atalanta 16 Aprile 2021 ore 15:09

di Fabio Gennari

Clima di grande serenità, sorrisi, battute e una voglia matta di scendere in campo in quest’ultimo mese che deciderà le sorti della stagione dei nerazzurri. Mister Gasperini è intervenuto a Zingonia alla vigilia della gara contro la Juventus e ha espresso diversi interessanti concetti.

Mister, quello di domani è uno spareggio?

«Non è uno spareggio, quello di Coppa Italia ci assomiglia di più perché lì ci dev’essere un vincitore. È una partita importante per il campionato, rimangono comunque altre sette gare con 21 punti disponibili. È vero che i punti pesano sempre di più, ma nessun risultato sarà definitivo. Non so dire se il nostro risultato inciderà o meno dal punto di vista mentale sulle altre squadra, tutte sono impegnate nel loro percorso. È uno scontro diretto, in caso di vittoria dell’una o dell’altra ci saranno risvolti positivi o negativi, ma credo che ogni squadra pensi solo al proprio percorso».

Non ci sarà Cristiano Ronaldo, potrebbe giocare Dybala.

(Sorride, ndr) «È un problema della Juve, per noi ci sarà qualche accorgimento diverso ma ci prepariamo per affrontare tutta la Juventus, non solo un giocatore o un altro. Sono due giocatori fantastici, Dybala l’ho avuto a Palermo ed è fortissimo, Ronaldo segna tanto e prende sempre la porta: calcisticamente non si discute. Certo, Dybala avrei preferito stesse fuori ancora una settimana…».

Pessina come sta? Può giocare anche dall’inizio?

«Sta bene, si è allenato individualmente e ieri anche in gruppo. Se gioca ve lo dico domani…»

Quanto è diverso l’approccio a questa corsa per un posto in Champions tra voi e la Juventus?

«Per loro non entrare in Champions League sarebbe un bruttissimo risultato. Siamo due squadre con ambizioni e caratteristiche completamente diverse, pensiamo a quelle che sono le nostre possibilità: la terza qualificazione di fila per noi sarebbe un risultato fantastico mentre per loro l’obiettivo minimo».

Quali sono i pro e i contro di giocare a 3 o a 4 in difesa?

«In questo momento ci siamo tutti, possiamo fare entrambe le cose. Dall’inizio o a gara in coso. Per noi è una forza questa possibilità di giocare con assetti diversi. La valutazione si fa con partita e con avversario».

In settimana c’è stato il deferimento al Tribunale Antidoping: possiamo parlare di giustizia a orologeria?

«Non voglio pensare a questo. Chiariamo: io e l’Atalanta non abbiamo interrotto proprio nulla. Tutto il resto lo dirò in udienza».

La gara di domani potrebbe essere un buon test verso la finale?

«Questo potrebbe essere un buon modo di misurarsi in vista della finale. Quel giorno dovrà uscire un vincitore, domani tutte e due potremo prendere delle misure».

Com’è il clima nello spogliatoio? Tra Gosens che ha ricevuto la maglia di Cr7 dai compagni e Muriel che ieri ha festeggiato con la macchina ricoperta di post-it si nota grande serenità.

«C’è un bel clima. Si avverte voglia di fare, c’è la giusta tensione per affrontare la partita di domani. Manca praticamente un mese alla fine, abbiamo fatto tanto e ora è il momento di raccogliere. Siamo lì, un po’ in tensione come quando inizi a vedere il traguardo. Però siamo un bel gruppo. Si avverte molto».

Ogni volta che giocate contro la Juve si parla di lei sulla panchina bianconera: che effetto le fa?

«Credo che ormai le possibilità mie, se mai ci fossero state, sono state superate. Non ho di questi pensieri. Ora voglio superarli, non ci siamo mai riusciti in questi cinque anni: loro hanno sempre vinto. Secondo me sono fortissimi, forse anche più dell’Inter. Passargli davanti sarebbe una delle cose che ci manca».

Siamo allo sprint finale: meglio la qualificazione alla Champions o la Coppa Italia?

«Ho sempre detto che la qualificazione in Champions, in termini di crescita, di prestigio, di blasone e anche economici è superiore a tutto. La Coppa Italia è comunque un trofeo, va in bacheca e magari si ricorda di più, ma personalmente ha più valore l’accesso ai primi quattro posti».

Paris Saint-Germain e Bayern hanno dato spettacolo, la filosofia assomiglia molto alla vostra…

«Ho visto una partita fantastica. Bellissima. Per la qualità dei singoli e delle squadre, la Champions League ha il livello migliore di tutti. Peccato per il pubblico. Mi è ritornata alla mente quella gara con il PSG, gli ultimi 2′ minuti. Orgoglio e rammarico, ci siamo arrivati vicino».

Come ha visto Orsato?

«Uno dei migliori arbitri in assoluto, per esperienza e capacità. Anche se qualche erroraccio è capitato anche a lui, come quel famoso Inter- Juventus di qualche anno fa, resta un top. Una garanzia».

Pirlo ha detto che all’andata, grazie alla loro pressione, vi hanno messo in difficoltà.

«L’ho rivista la partita, è stata una gara equilibrata con molti pericoli da parte loro ma anche da parte nostra. C’è stato il rigore parato, altre due respinte di Gollini su Morata. Il risultato è stato giusto e quella sera abbiamo trovato una squadra che stava bene: credo che l’Atalanta sia migliorata molto sul piano delle prestazioni».

Ha parlato di Gollini: si gioca molto, anche per la Nazionale, in questo finale di stagione.

«Spero che si giochi al meglio il posto per l’Europeo. C sono ancora otto giornate, sono importanti per tutti i nazionali. Si giocano molto, sia quelli già sicuri che gli altri».

Che ne pensa della riforma della Champions?

«Secondo me questo è da chiedere a Luca Percassi e al presidente Antonio. Io penso, in generale, che bisogna dare sempre l’opportunità a un ragazzino di diventare grande, a una piccola di competere per una grande competizione. Se diventa una roba per pochi, toglie la base popolare».

Il dibattito tra “giochisti” e “risultatisti” è sempre forte: lei da che parte sta?

«Giocare peggio e vincerla? Va bene di sicuro (ride, ndr). Con la Juventus da quando sono qui abbiamo giocato partite equilibrate, ma delle ultime otto ne abbiamo pareggiate sei e ne abbiamo vinta una in Coppa Italia. Ci siamo avvicinati. Nelle prestazioni e nelle partite. Quando giochi contro i più forti puoi anche perdere, ma ti aiuta molto. Vedi Madrid e non solo. Cresci. Serve coraggio, se riesci a farle soffrire è tutto di guadagnato».

Ultima domanda: si va verso l’apertura ai tifosi (anche se piccola) per la finale di Coppa Italia. Sensazioni?

«Speriamo, magari. Ce lo auspichiamo davvero tutti quanti».