Il dopo partita

Gasperini soddisfatto, ma non digerisce i rigori: «Solo in Italia c’è questa interpretazione»

Il tecnico dell'Atalanta elogia i suoi ragazzi per la grande prestazione in casa della Juventus, ma chiede un cambio nell'interpretazione dei falli di mano

Gasperini soddisfatto, ma non digerisce i rigori: «Solo in Italia c’è questa interpretazione»
Bergamo, 12 Luglio 2020 ore 00:14

C’è mancato veramente poco. Per lunghi tratti l’Atalanta ha cullato il sogno di battere la Juventus e riaprire il discorso scudetto, ma un doppio rigore di Ronaldo è valso il 2-2. E Gian Piero Gasperini, ai microfoni di Dazn, non digerisce i penalty assegnati contro l’Atalanta. «Il regolamento è così, soprattutto in Italia. Stavolta ci è capitato contro, va bene così. Ma è solo in Italia che esiste questa interpretazione del regolamento, non la trovo in altri paesi. Ma non si può nemmeno cambiare a sei giornate dalla fine».

L’analisi passa poi sulla partita. «Abbiamo fatto molto bene al cospetto della prima in classifica. Avevo chiesto di interpretare la gara in funzione della Champions perché affronteremo squadre di questo valore, volevamo capire se con i tre tenori eravamo in grado di reggere la forza d’urto e siamo riusciti nell’intento. Molto contento della prestazione, dispiaciuto di non aver vinto perché fino a un minuto dalla fine c’erano tutti i presupposti. Secondo posto? Abbiamo sempre detto che era insperabile arrivare alla Champions per il secondo anno di fila, ne abbiamo persi due nel finale e questo è un grande rammarico. Poi la posizione ha sempre il proprio prestigio».

Infine un passaggio sulla crescita della sua creatura. «Noi siamo cresciuti durante la stagione, ma devo dire che anche nel girone d’andata eravamo partiti bene, La Champions ha pesato un po’, abbiamo perso qualche punto un po’ come tutti. Forse la differenza è stata fatta negli scontri diretti con gli episodi che ci sono girati contro. Ma noi non abbiamo cercato di vincere lo scudetto, semplicemente di fare il massimo. Scudetto? Diamo già molto fastidio a stare in Champions, noi gli obiettivi ce li poniamo strada facendo. Meno 6? Lo scudetto la Juve non se lo sarebbe fatto comunque scappare. Anche perché non so quante partite ancora saremmo riusciti a vincere. Per noi questa gara era un modo di testarci».

Chirurgico sull’episodio accaduto alla stazione di Treviglio, per il quale la Procura Federale ha aperto un’inchiesta nei confronti del team manager Mirco Moioli: «Non è un problema mio perché non sono coinvolto». 

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