Atalanta
Cantiere complesso

Lavori allo stadio, perché l'ultimo lotto sarà finito solo (salvo imprevisti) nell'estate del 2024

Tempi e costi sono pesantemente condizionati da elementi esterni che non si possono ignorare. E, con le partite da giocare, sgarrare è impossibile

Lavori allo stadio, perché l'ultimo lotto sarà finito solo (salvo imprevisti) nell'estate del 2024
Atalanta Bergamo, 06 Giugno 2022 ore 09:40

di Fabio Gennari

La riqualificazione dello stadio di Bergamo, oggi Gewiss Stadium, dovrebbe essere terminata entro l'agosto del 2024. Quindi per l'inizio del campionato 2024/25 vedremo la nuova Curva Morosini con annesso parcheggio sotterraneo completato e a disposizione per l'utilizzo. Si tratta inevitabilmente di tempi lunghi, difficile sostenere che si potesse fare di più (magari è vero ma non c'è la controprova) perché si tratta di un cantiere complesso che ha dovuto fare i conti con il Covid prima e la guerra in Ucraina poi.

Piccolo riassunto. L'Atalanta ha comprato lo stadio nel 2017 e l'accordo prevedeva che la riqualificazione fosse completata entro cinque anni e mezzo dalla concessione dei primi permessi. Nell'estate 2019 è stata rifatta la Pisani, poi c'è stato il Covid che ha bloccato tutto e allungato i tempi concessi per finire queste opere. Nell'estate del 2020 si è scelto di riqualificare la Tribuna Rinascimento e grazie ai seggiolini (costati 1,5 milioni di euro e oltre a nuovi servizi) in Curva Morosini si è ottenuto l'ok della Uefa per giocare le partite di Champions (e poi di Europa League) a Bergamo.

Con il passare del tempo, sono lievitati in modo esorbitante i costi per la realizzazione della nuova Morosini e del parcheggio interrato: a fronte di una stima di 20-23 milioni per l'ultimo lotto di lavori si è arrivati a costi effettivi che dalle ultime stime superano i 45 milioni. Oltre all'esplosione di costi, a oggi c'è un serissimo problema di garanzia dell'approvvigionamento dei materiali e questa incertezza va a cozzare con i tempi che invece devono essere certi: l'Atalanta continuerà a giocare nel suo stadio e non sono ammessi ritardi. Una o due settimane, per il calendario del calcio, sono un bel problema.

Il ragionamento è semplice: l'inizio dei lavori consisterebbe nella demolizione di una bella fetta di Morosini lasciando in piedi solo il settore ospiti e uno spicchio verso la Rinascimento. Dopo 9-10 mesi, con il parcheggio nuovo e la gradinata da novemila posti già parzialmente in piedi, ci sarebbero da demolire i due "monconi", le torri faro, completare la copertura, la posa della americane, collaudare tutto e iniziare il campionato. Se si sgarra di quindici giorni, dove si gioca? L'Atalanta non è il Real Madrid che ha uno stadio "di servizio" da ottomila posti in caso di bisogno.

Quando non c'era la pandemia, Roberto Spagnolo e tutte le maestranze che hanno lavorato si sono impegnate per consegnare lo stadio nei tempi previsti e ci sono riusciti. Con la pandemia si è scelto di intervenire sulla Rinascimento portando avanti comunque attività di ispezione del terreno sotto la Morosini per il terzo lotto di interventi. La situazione generale è di totale incertezza, tutti vorrebbero lo stadio a posto dopo decenni che se ne parla ma ci sono problemi oggettivi difficili da gestire: si dice che Chorus Life, il grande cantiere di Bergamo, sia in ritardo di due anni. Lo stadio è stato profondamente modificato, non è finito ma ci si possono comunque giocare tutte le partite di tutte le competizioni. L'Atalanta ha tutta l'intenzione di finirlo, senza però prendersi rischi inutili e cercando di non spendere una fortuna: la stima iniziale, per tutta la riqualificazione, era di 30-35 milioni di euro.

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