Oggetto misterioso

Le meteore del Gasp: Roger Ibanez, due presenze (col brivido) e grande plusvalenza

Difficile comprendere come mai il tecnico della Dea non abbia mai puntato seriamente sul giovane difensore sudamericano

Le meteore del Gasp: Roger Ibanez, due presenze (col brivido) e grande plusvalenza
16 Maggio 2020 ore 09:00

di Fabio Gennari

Quando venne acquistato dalla Fluminense nel gennaio 2019, l’operazione sembrava identica a quella fatta anni addietro con Rafael Toloi. I 4 milioni di euro spesi per Roger Ibanez, tuttavia, si sono persi nei meandri di una stagione da urlo lunga due campionato: tra la rincorsa Champions del 2018/’19 e l’avventura 2019/’20, il difensore brasiliano ha giocato appena venti minuti. Più recupero. E quando è sceso in campo (Atalanta-Genoa di Serie A e Shakhtar Donetsk-Atalanta di Champions League) ha regalato un paio di giocate da brivido, con il pallone piazzato orizzontalmente dove mai bisogna calciarlo.

Si racconta che le doti tecniche in allenamento siano sempre state ben evidenziate, ma la propensione alla giocata palla al piede, che in Brasile è molto richiesta, con il Gasp non ha funzionato. Ibanez ha collezionato una serie infinita di panchine e mai ha avuto continuità dal primo minuto. Nonostante questo, in dodici mesi il valore è più che raddoppiato: a gennaio 2020 lo ha preso la Roma (dove non gioca) in prestito con obbligo di riscatto a 10 milioni. Misteri (e meteore) di calciomercato.

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