Strategie offensive

Perché la Dea cerca sempre attaccanti? Semplice: vittorie e trofei si decidono lì davanti

Per scelta, la società orobica e Gasperini guardano sempre al fronte offensivo per capire come alzare il proprio livello

Perché la Dea cerca sempre attaccanti? Semplice: vittorie e trofei si decidono lì davanti
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di Fabio Gennari

Gianluca Scamacca, Charles De Ketelaere, Ademola Lookman, Aleksej Miranchuk ed El Bilal Touré. Tralasciando ragazzi come Teun Koopmeiners e Mario Pasalic, che pure hanno giocato con ottimi risultati nel pacchetto avanzato della Dea.

La stagione 2023/24 ha visto un profondo ricambio per i nerazzurri dalla cintola in su, eppure si continua a parlare di nuovi innesti. Pensandoci bene, ricordando anche le parole di Gasperini in passato, la valutazione è molto semplice: la Dea è votata all'attacco ed è in quel reparto che punta a migliorarsi sempre.

Sulla carta manca un vice Scamacca e il nome dell'islandese Oskarsson (Copenaghen, classe 2004) è tra i più attenzionati, ma la verità è che ci sono valutazioni e trattative in corso almeno con un altro paio di elementi di cui, pare, non è ancora uscito il nome (non si tratta di Zaniolo, che è stato proposto) per una Dea che potrebbe entrare nell'ottica di lasciar partire uno come Miranchuk solo se arrivasse un "pezzo" più importante. Un esempio? Rafa Silva, svincolato dal Benfica, sarebbe un grande innesto, ma su di lui ci sono i sauditi dell'Al Shabab.

Complessivamente, il reparto sembra ben attrezzato e la possibilità di vedere Touré all'opera dopo una preparazione estiva fatta senza intoppi è qualcosa che stuzzica parecchio l'ambiente della Dea. Nelle prossime settimane, con la fine degli Europei, parecchie situazioni potrebbero sbloccarsi e il volto della Dea è destinato a cambiare ancora. In meglio, ovviamente: l'obiettivo di tutti è crescere, lo stesso Pagliuca da Boston ha fatto sapere che la volontà è quella di farsi valere anche in Champions. Crederci, dunque, è automatico.

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Fabio

Io sogno la coppa italia

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