Atalanta
Dea corsara

Rendimento esterno da applausi, con 26 punti su 30 l'Atalanta è la migliore

Numeri alla mano, il rendimento lontano da Bergamo della squadra è stato incredibile nel girone di andata

Rendimento esterno da applausi, con 26 punti su 30 l'Atalanta è la migliore
Atalanta 22 Dicembre 2021 ore 09:15

di Fabio Gennari

Il pareggio di Genova, deludente per le aspettative che si erano generate, aggiunge comunque un punto prezioso a un cammino come quello dell'Atalanta, che non ha eguali in Serie A. Con 8 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte, sono 26 i punti conquistati lontano dal Gewiss Stadium e indipendentemente da quello che faranno le altre squadre impegnate nelle gare di questa sera resta il miglior rendimento stagionale esterno di tutto il campionato. Considerando i 38 punti complessivi, è in casa che toccherà davvero cambiare marcia nel 2022.

Un altro dato molto interessante è che a Genova la Dea non ha fatto gol e lontano da Città Alta è la prima volta che succede in questa stagione. Champions League compresa. Si tratta anche in questo caso di un risultato molto "importante", questa squadra era fino a ieri sera sempre riuscita a trovare la rete anche nelle serate meno scintillanti, ma stavolta è andata male. Nessun dramma, ovviamente. I momenti di rendimento meno positivi capitano a tutte le squadre, l'importante è metabolizzare, resettare e ripartire.

Gasperini dalla panchina ha cercato in tutti i modi di cambiare le cose. Ha lanciato Miranchuk titolare, a gara in corso ha inserito uno dopo l'altro Muriel, Ilicic, Pasalic e Piccoli senza che da nessuno arrivasse la scintilla giusta o la giocata vincente. Se tutti e sette i calciatori offensivi a disposizione steccano la serata, puoi spingere o fare tutto il volume che vuoi negli ultimi 20-25 metri, ma la soluzione non la trovi. A meno che non capiti un episodio che ti permetta di strappare una vittoria che, per quanto espresso in campo, non meriti.

Restano comunque partite in cui la Dea ha sempre cercato di fare risultato con la sua identità e probabilmente questo è l'aspetto più bello. La formazione orobica non si è mai snaturata e contro ogni avversario ha cercato di giocare, di costruire, di segnare e di vincere. L'atteggiamento è stato propositivo anche al Ferraris, ma stavolta è mancato qualcosa nella rifinitura, nella giocata decisiva, nel momento in cui da leone diventi cannibale. I numeri sono grandiosi e crescendo si può fare ancora meglio.