Parola d'ordine

Romero, Lovato e la regola di Gasp: a Bergamo forti lo si diventa solo con il lavoro

Oltre a nomi affermati, l'Atalanta in ogni mercato piazza colpi che inizialmente convincono poco, poi però...

Romero, Lovato e la regola di Gasp: a Bergamo forti lo si diventa solo con il lavoro
Atalanta 31 Luglio 2021 ore 08:30

di Fabio Gennari

Ci sono sostanzialmente due tipi di giocatori che finiscono al centro delle voci di calciomercato: quelli con il nome che solletica i tifosi e quelli che, invece, non hanno una fama importante e quindi vanno visti dal vivo prima di essere giudicati. A Bergamo, salvo poche eccezioni come ad esempio Zapata, Muriel e Ilicic, non arrivano quasi mai giocatori che dal pubblico sono considerati già "forti", ma che tra gli addetti ai lavori riscuotono grandi consensi: puntualmente, in campo, arrivano poi conferme di come l'Atalanta ci veda molto spesso giusto.

Un anno fa, prima di lavorare con Gasperini, Cristian Romero era considerato rude, falloso e non pronto per migliorare in modo netto il reparto difensivo dell'Atalanta. Prestazioni alla mano, in un anno di lavoro con Gasperini il numero 17 argentino ha conquistato il titolo di miglior difensore dello scorso campionato e ha vinto la Copa America da protagonista. Adesso è un calciatore di altissimo livello, non a caso l'Atalanta lo valuta 60 milioni di euro ma non è arrivato a Bergamo già "forte", lo è diventato con Gasperini.

Scorrendo la rosa ci sono almeno altri 6-7 esempi di ragazzi che hanno fatto un percorso simile (chi in pochi mesi e chi invece in un paio d'anni) ed è facile capirne le motivazioni: se hai doti, lavorando con il mister migliori. Poi non è detto che nel momento in cui un giocatore viene ceduto ad altre squadre il rendimento rimanga lo stesso, anzi. Allo stesso modo, uno come Romero nell'economia della difesa atalantina pesa molto sul piano tecnico ma, numeri alla mano, non sposta gli equilibri in modo così netto: posizione finale della squadra e rendimento della difesa, negli ultimi tre anni, sono sostanzialmente identici.

Ora ecco Lovato, sui social tanti tifosi sono scettici ma è doveroso lasciar parlare il campo. Chi ha scelto il centrale del Verona lo ha visto giocare più e più volte, non dieci minuti ogni tanto. Lo stesso Gasperini lo apprezza, è integro e va solo allenato. Giudicarlo prima di vederlo nelle partite è sbagliato, può piacere oppure no sul piano tecnico ma bisogna attendere gli impegni ufficiali e valutare quanto, quando e come potrà essere importante per l'Atalanta. Come Pezzella, come Musso e come tutti gli altri che vestiranno la maglia della Dea con Gasperini in panchina.