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Frana di Tavernola, lo studio arriva in Regione ma c'è insoddisfazione per gli interventi

Studio firmato dalle università di Milano Bicocca, Firenze e Politecnico. I risultati non sono ancora noti, ma il deputato Devis Dori lamenta che la risoluzione approvata a maggio in Parlamento non sia stata ancora attuata

Frana di Tavernola, lo studio arriva in Regione ma c'è insoddisfazione per gli interventi
Attualità 13 Ottobre 2021 ore 15:27

Era atteso per la fine dell'estate, è arrivato con diverse settimane di ritardo: sulle scrivanie del Pirellone è infine giunto lo studio, ad opera di Università di Milano Bicocca, Politecnico e Università di Firenze sulla situazione della frana del monte Saresano, che coinvolge il paese di Tavernola. Ultimato da poco, il suo contenuto non è ancora noto al pubblico, dato che lo stanno leggendo i responsabili della Regione Lombardia per decidere il da farsi sulla questione.

Già nota invece è l'insoddisfazione di alcuni per i mancati provvedimenti: in particolare, secondo quanto riportato da Bergamo News, il deputato di Leu Devis Dori ha lamentato la mancata applicazione dei punti della sua risoluzione, approvata lo scorso maggio in Parlamento. Tra gli interventi previsti nel testo, il monitoraggio del fondale del Lago d'Iseo, l'osservazione dello stato della frana via satellite, l'adozione di strumenti di segnalazione sonora e l'indagine sulla possibile correlazione tra il fenomeno e le attività estrattive del territorio.

«Nonostante le mie sollecitazioni, ad oggi non ho visto passi compiuti dai ministeri dell’Ambiente e della Difesa rispetto agli impegni assunti e approvati con la mia risoluzione di fine maggio» ha commentato Dori, che ha annunciato eventuali sue proposte dopo aver appreso il contenuto dello studio.

A quella del deputato si unisce la critica di Anna Sorosina, rappresentante del Comitato contro il cementificio di Tavernola, secondo cui il silenzio del Governo «rischia di far sedere sugli allori le istituzioni. E far vedere che le istituzioni non se ne sono occupate spinge a sottovalutare il problema. Ma questa frana prima o poi collasserà, lo dicono gli esperti».