«I beni del Castello di San Vigilio devono restare uniti»: appello di Italia Nostra al Comune
L'associazione si scaglia contro la decisione dell'amministrazione di vendere la Casa del Custode, considerata parte integrante del complesso

L'attenzione sul Castello di San Vigilio a Bergamo è rimasta molto alta in questi mesi, tra la preoccupazione sullo stato di conservazione del bene - con tanto di petizione lanciata dal comitato "No parking Fara" contro il rischio crollo - e quella riguardante la vendita della Casa del Custode, inserita dal Comune nel piano delle alienazioni, ma che è un tutt'uno con il complesso storico.
Ora, anche Italia Nostra Aps ha deciso di far sentire la propria voce proprio su questo secondo tema, inviando una lettera aperta all'amministrazione.
L'importanza che resti tutto unito
Il documento parte sottolineando il valore storico e culturale del castello, una «fortificazione di antica origine che sorge sulla sommità del Colle omonimo, composta da una trentina di elementi (ancora esistenti o in forma di tracce) fra corpi di fabbrica e strutture tipicamente militari», nonché l'importanza di preservarlo nel suo insieme come «parte integrante di un sistema difensivo urbano tutelato a più livelli: dalla pianificazione urbanistica comunale, dal Ministero della Cultura attraverso il vincolo diretto storico-culturale, dall'Unesco con la menzione nel sito collettivo delle Opere di difesa veneziane del XVI e XVII secolo; nonché in via di valorizzazione anche documentale attraverso il Museo delle Mura di recente fondazione».
Scrivono: «La Sezione di Bergamo di Italia Nostra Aps ribadisce l'unità essenziale del sito di Castrum Capelle a fronte dell'approvazione, da parte del Consiglio comunale, del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari del Comune di Bergamo per il triennio 2025-2027».
Scelta opposta nel '57
Italia Nostra ricorda inoltre come in passato fosse stata fatta una scelta in direzione opposta: «Il condivisibile recente appello del'Istituto Italiano dei Castelli ricorda come, in anni ormai lontani (1957), l'Amministrazione comunale (sindaco Costantino Simoncini) avesse operato in direzione opposta quando decise di riacquistare la Casa del Custode dal privato che ne era diventato proprietario per ricostituire l'unità del complesso. Non parliamo infatti di edifici accessori o secondari nel contesto del sito fortificato. Con la perdita della Casa del Custode, quanto rimane del recinto difensivo perderebbe infatti il puntone di sud-est».
Il suo valore storico
Infine, richiamano anche il valore storico della Casa del Custode, che «ha origini cinquecentesche ed era la casa di controllo della porta di accesso al Castello. Nel giardino di fronte c'era l'antica polveriera, vi era una chiesa di cui sicuramente indagini archeologiche rivelerebbero grandi sorprese; il suo spazio di pertinenza arriva fino alle murature a sud e a est, le più in vista, dell'intero complesso fortificato... e la città di Bergamo, dopo l’illuminato acquisto degli anni '50 la venderebbe».
Identità urbana di Bergamo
Concludendo quindi l'associazione sottolinea: «Castrum Capelle è uno di quei pochi monumenti (come il Monastero di Astino, come il Teatro Sociale, come da ultimo Palazzo Suardi) realmente "strategici", costitutivi dell'identità urbana di Bergamo e dei Bergamaschi e, per questo, meritevoli di uno sforzo collettivo al quale anche l'associazione, al pari di altre realtà culturali, non intende sottrarsi».