un silenzio che fa rumore

L'ex dg dell'ospedale di Alzano a Gori: «Perchè tace sulla commissione d'inchiesta Covid?»

La commissione d'inchiesta sul Covid indagherà solo su quanto accaduto prima del 30 gennaio 2020, con il voto favorevole di Pd e Lega. Per i familiari delle vittime l'intento è di insabbiare eventuali responsabilità di Governo o Regione Lombardia

L'ex dg dell'ospedale di Alzano a Gori: «Perchè tace sulla commissione d'inchiesta Covid?»
Attualità Bergamo, 30 Luglio 2021 ore 00:43

«Le sembra normale che una commissione d'inchiesta sul Covid debba terminare il suo raggio d'azione al 30 gennaio 2020, quando il primo caso in Italia ufficialmente riconosciuto si è avuto il 20 febbraio e, nella Bergamasca, il 22 febbraio?».  È uno degli interrogativi che Giuseppe Marzulli, ex direttore generale dell’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, ha rivolto al sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Domani mattina (sabato 31 luglio) alle 10.30, di fronte a Palazzo Frizzoni, i familiari delle vittime del Covid esprimeranno pacificamente il proprio disappunto per una commissione d’inchiesta che, anche agli occhi dei legali che li assistono, è una farsa. Una manovra politica che servirebbe a insabbiare errori e mancanze nella gestione della pandemia.

«Qualcuno ha sostenuto che una Commissione d'inchiesta con pieni poteri avrebbe coinvolto la stabilità del Governo in carica – aggiunge l’ex dg -. Ma, premettendo che questo sarebbe già un’ammissione di responsabilità, chiunque può comprendere che si tratta di un pretesto, perché la gestione della prima ondata non è stata condotta dall' attuale Governo, ma dal precedente. Ed anche se fosse, ma ripeto non lo è, non sarebbe ugualmente importante conoscere quello che è successo?».

Il dubbio è che possa esserci un patto tra partiti di diversa estrazione ideologica per mettersi reciprocamente al riparo da possibili conseguenze.

«Si può ipotizzare che ci sia stato uno scambio di favori – prosegue - in cui alcuni partiti che hanno tutto l'interesse a nascondere le omissioni del Ministero della Salute si siano accordati con altri che invece hanno tutto l'interesse a nascondere analoghe responsabilità di Regione Lombardia, al fine di insabbiare il tutto?».

L’antefatto

Il caso è esploso l’8 luglio, quando con il voto favorevole dei deputati del Pd e della Lega (tra cui i bergamaschi Elena Carnevali e Alberto Ribolla) sono stati approvati emendamenti al mandato della Commissione parlamentare che limitano l’indagine ai fatti avvenuti prima che l’Oms dichiarasse lo stato d’emergenza a livello internazionale.

Nella bufera è finito anche il sindaco Gori, accusato di essere troppo vicino all’onorevole dem Lia Quartapelle e di essere ostile all'avvocato Consuelo Locati. Nonostante in passato abbia spesso commentato le problematiche legate al Covid, il silenzio tenuto dal primo cittadino in questa circostanza non è passato inosservato. «Questa volta ha taciuto – osserva il dottor Marzulli -. Perché? La notizia non ha nessuna rilevanza?».

Il silenzio della politica bergamasca

L’impreparazione italiana nelle prime fasi della pandemia è dimostrata dal numero di vittime, 140 mila morti. «L' accertamento delle responsabilità avverrà probabilmente già in ambito giudiziario. Ma, a prescindere dagli aspetti legali, quanto accaduto sarà valutato anche in ottica storica – si rivolge a Gori -. E lei, a differenza di altri, può avere l'ambizione di essere giudicato anche in un'ottica storica».

E in tal senso, tacere su un argomento come questo rappresenta agli occhi di chi ha pianto uno o più lutti un comportamento inaccettabile. In piazza Matteotti, domani, sono stati invitati anche il generale dell’esercito in pensione Pierpaolo Lunelli, il ricercatore Francesco Zambon e il dottor Giuseppe Marzulli.

L’ex direttore generale non chiede a Gori di attribuire responsabilità, bensì di prendere una posizione sugli emendamenti approvati alla Camera.

«Se conduco questa battaglia non è per cercare giustizia per me o per vendicarmi di qualcuno. Lo faccio soltanto perché ritengo sia un dovere civile – sottolinea Marzulli -. Analizzare gli errori commessi serve ad evitare che possa succedere di nuovo. Invece quello che si sta cercando di fare, grazie anche agli emendamenti approvati, è esattamente il contrario, cioè di nascondere la polvere sotto il tappeto. Lei è il sindaco della città martire del Covid. Faccia sentire la sua voce, dica anche lei: io non ci sto».