"Una mummia da salvare"

Mummia egizia di Akhekhonsu: dopo la Tac di giugno, domani (21 settembre) una laparoscopia

L’esame consentirà di prelevare frammenti ossei, bende e altro materiale organico. I campioni saranno analizzati per datare il corpo, scoprire le sostanze usate durante la mummificazione e sapere per quale ragione il corpo si è scheletrizzato

Mummia egizia di Akhekhonsu: dopo la Tac di giugno, domani (21 settembre) una laparoscopia
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Dopo la Tac eseguita a giugno al Policlinico di Milano, per la mummia egizia di Akhekhonsu è giunto il momento dei prelievi interni: domani, martedì 21 settembre, il reperto del Museo civico archeologico di Bergamo effettuerà una laparoscopia.

L’esame consentirà di effettuare filmati e scattare fotografie, ma soprattutto di fare prelievi delle ossa, delle bende e di altro materiale organico. I campioni saranno analizzati per datare la mummia e avere la certezza che corrisponda allo stesso periodo del sarcofago in cui è contenuta, per scoprire quali sostanze siano state usate durante la mummificazione e forse anche per sapere per quale ragione il corpo si sia scheletrizzato.

La laparoscopia raramente viene eseguita sulle mummie, proprio perché le bende avvolgono completamente il corpo e ne impediscono l’entrata dello strumento. Nel caso di Akhekhonsu, le bende disturbate e il cranio esposto e non in connessione anatomica, permettono di effettuare questo esame senza mettere a rischio il reperto.

Ad eseguirla ci penserà il dottor Alessandro Bulfoni, responsabile di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Humanitas San Pio X di Milano. I prelievi per le analisi chimiche e fisiche saranno invece svolti in collaborazione con il team del Mummy Project: Chantal Milani, antropologa forense, Francesca Motta, osteoarcheologa, i professori Luigi Bonizzi e Alessio Soggiu, entrambi afferenti al Dipartimento di Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche dell’Università di Milano, Marco Nicola, dottore di ricerca del Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino e direttore di Adamantio srl, Science in Conservation.

Il progetto “Una mummia da salvare” prevede analisi chimiche e fisiche, utili a ricostruirne la storia e l’identità, incrementando le conoscenze sia sulla vita che sulla morte dell’individuo, ma anche sulle tecniche di mummificazione. Inoltre, è prevista la ricostruzione forense del volto, a cura di Chantal Milani, che restituirà alla mummia le sue sembianze permettendo a tutti di vederne la fisionomia. Lo scopo del progetto è garantire l’eternità alla mummia, come voluto dal processo di mummificazione, e rendere fruibile il reperto per gli anni a venire.

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