La firma

Università e Questura di Bergamo siglano il patto educativo a favore della sicurezza

La convenzione prevede progetti futuri di ricerca e collaborazione tra le due realtà, con spazi di tirocinio per gli studenti

Università e Questura di Bergamo siglano il patto educativo a favore della sicurezza
Attualità Bergamo, 19 Luglio 2021 ore 15:44

Il rettore dell’Università degli studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini e il questore di Bergamo Maurizio Auriemma hanno firmato oggi (lunedì 19 luglio) la convenzione tra l’Ateneo e la Questura a favore della sicurezza tra i giovani.

La convenzione quadro – su proposta del Dipartimento di Giurisprudenza – apre le porte a una collaborazione a tutto tondo tra l’Università e la Questura, che si impegnano a cooperare, per favorire lo studio, la ricerca e le applicazioni necessarie per sviluppare la cultura della sicurezza, con particolare riferimento alla comunità territoriale bergamasca. Il più stretto collegamento, che la convenzione sancisce tra Ateneo e Questura, darà impulso tanto alle attività di ricerca nei settori di comune interesse, che a nuove opportunità formative per gli studenti dell’Ateneo di Bergamo.

Le aree tematiche coinvolte non si limitano al diritto amministrativo e al diritto penale, ma spazieranno dalle scienze forensi, con riferimento all’identificazione giudiziaria, alle tecniche di intervento sulla scena del crimine, fino alle aree proprie della mediazione linguistica e culturale.

«Attraverso i tirocini formativi – spiega Morzenti Pellegrini – gli studenti avranno la possibilità non solo di approfondire i temi dell’ordine e della sicurezza pubblica, di cui si occupa la Polizia di Stato, ma anche di agevolare le loro scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro. Ritengo strategico per il nostro Ateneo ma soprattutto per il territorio promuovere e impegnarsi in un corso sulla sicurezza, contribuire a costruire una comunità di giovani professionisti che portino competenza e esperienza nel mondo della sicurezza e creare una vera rete di esperti su un tema così strategico per il futuro del nostro Paese».

«Ho accolto con favore la proposta del magnifico Rettore di aprire le porte della Questura al mondo universitario – sottolinea Auriemma –. La considero una modalità concreta ed innovativa per consentire ai giovani studenti di orientare al meglio le future scelte professionali. Allo stesso tempo confido che i miei collaboratori potranno approfittare della dimensione di ricerca, dello spirito critico e di innovazione e del naturale entusiasmo proprio del mondo universitario. Un modo diverso per guardare al futuro e provare a costruirlo insieme, inaugurando un progetto condiviso che consenta dunque, ad entrambe le parti, di rispondere in modo sempre più adeguato alle rinnovate istanze della società civile».