Le proteste

Atti vandalici, furti, schiamazzi e comportamenti irresponsabili: in Città Alta qualcosa non va

Don Giovanni Gusmini, parroco di Sant'Andrea, costretto a chiudere le porte della chiesa dopo i fatti dell'ultima settimana. Ma i residenti lamentano anche altre situazioni spiacevoli causate da giovani fuori controllo

Atti vandalici, furti, schiamazzi e comportamenti irresponsabili: in Città Alta qualcosa non va
Bergamo, 29 Giugno 2020 ore 13:27

Ieri, domenica 28 giugno, alle 12.30 circa, due persone appena uscite dalla visita ai Giardini di Palazzo Moroni riaperti dal Fai, si sono avvicinate alla porta della bella Chiesa di Sant’Andrea in via Porta Dipinta. E l’hanno trovata chiusa. Interdette, si sono guardate attorno, hanno provato nuovamente a entrare. Niente. Solitamente sempre aperte, le porte della chiesa di Città Alta, da qualche giorno, restano aperte giusto per la messa e niente più. Una scelta di don Giovanni Gusmini dopo che, purtroppo, si sono ripetuti alcuni brutti atti vandalici.

Il primo “sfregio” è arrivato nella notte tra il 20 e il 21 giugno: qualcuno ha pensato bene di danneggiare la scala del sagrato, staccando dei pezzi di pietra e incidendo con parte di essi gli scalini. Pochi giorni dopo, don Giovanni ha trovato la sedia che fa da sede liturgica rovesciata in mezzo alla chiesa, bagnata da quella «che temo fosse urina», ha spiegato il parroco. Infine, la sera di venerdì 26 giugno la goccia che ha fatto traboccare il vaso: qualcuno è entrato, ha scassinato i contenitori delle offerte ed è fuggito con i pochi euro che erano lì contenuti.

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«Il mio sogno era che la chiesa di Sant’Andrea potesse essere una porta aperta per chiunque cercasse, anche a tarda sera, un’oasi di pace, bellezza e spiritualità – ha scritto sabato su Facebook don Giovanni -. Purtroppo in questi ultimi giorni essa è stata oggetto di alcuni episodi spiacevoli. Settimana scorsa ho trovato la sedia che fa da sede liturgica rovesciata in mezzo alla chiesa e bagnata da quella che temo fosse urina. Ieri sera il furto delle offerte dai due raccoglitori. Pochi euro di bottino perché le cassette vengono regolarmente svuotate, ma uno sfregio pesante soprattutto ai danni di quella “del suffragio”, un manufatto in legno intarsiato risalente alla metà dell’Ottocento. Pertanto, mi vedo costretto a tenere chiusa la chiesa (salvo per la messa domenicale), finché non avrò trovato i fondi per installare un sistema di telecamere di sicurezza a circuito. Mi dispiace molto. Davvero molto…».

Fatti che si aggiungono alle lamentele di diversi residenti della zona. Sempre la scorsa settimana, un gruppo di ragazzotti ha pensato bene di rovesciare per via Porta Dipinta e dintorni fioriere e pattumiera (in strada per la raccolta settimanale). Spesso vengono poi segnalati assembramenti di giovani, senza mascherine e che spesso si trovano in alcuni punti come i giardini di Sant’Andrea o la zona del l’antico lavatoio per bere alcolici, nonostante l’ordinanza comunale in vigore che lo vieta. I residenti, esasperati, sottolineano come gli anni scorsi non ci fosse questa situazione e si chiedono se il ritardo con cui stanno aprendo gli spazi estivi e anche il lockdown degli scorsi mesi non abbia peggiorato la situazione, portando diversi stupidi (perché vanno chiamati con i loro nomi) a questi comportamenti.

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