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Il ricordo

Casnigo ricorda don Giuseppe Berardelli, morto di Covid: il ritratto ai piedi della Raggiera

Da sabato 13 marzo le celebrazioni del Triduo, a un anno dalla tragedia che qui colpì duramente. In chiesa il magnifico quadro realizzato da Virgilio Bettinaglio per ricordare l'arciprete

Casnigo ricorda don Giuseppe Berardelli, morto di Covid: il ritratto ai piedi della Raggiera
Cronaca Val Seriana, 13 Marzo 2021 ore 14:00

di Giambattista Gherardi

Tre giornate di preghiera e suffragio per tutti i defunti, con una particolare dedica all’arciprete don Giuseppe Berardelli, morto un anno fa a causa del Covid-19.

La comunità parrocchiale di Casnigo si appresta a vivere, da sabato 13 a lunedì 15 marzo, nella parrocchiale di San Giovanni Battista, le solenni celebrazioni del Triduo dei Morti. È un evento legato per tradizione alla quarta di quaresima, che chiude in Val Gandino un vero e proprio ciclo codificato da secoli, ma che quest’anno riveste un significato del tutto particolare. Proprio in queste settimane, esattamente un anno fa, la comunità casnighese, oggi retta da don Massimo Cornelli, viveva giorni drammatici a causa della pandemia.

Qualcuno ha scomodato (purtroppo con più di una ragione) la definizione di «paese martire del Covid», poiché molti e in giovane età sono stati i defunti in paese nel corso della prima ondata: dal 1 marzo al 4 aprile 2020 i decessi furono addirittura 37, con un aumento percentuale rispetto al 2019 dell’825%.

Fra loro anche l’arciprete don Giuseppe Berardelli, spirato dopo giorni di agonia presso l’Ospedale di Lovere. Impossibile quindi non dedicare a questi defunti le celebrazioni del Triduo, che vedono allestito in chiesa l’imponente apparato della Raggiera. Fu realizzata alla fine dell’800 dai fratelli Bugada di Bergamo ed è caratterizzata da vetri multicolori dietro ai quali un tempo venivano posti piccoli ceri.

Le fiammelle, oscillando, davano l’impressione che la Raggiera girasse e da qui la definizione, cara alla gente della Val Gandino, de “Ràgia che pérla”. Sabato 13 marzo le messe sono in programma alle 9 e alle 18, con esposizione eucaristica dalle 6 alle 16. Domenica 14 marzo celebrazioni alle 7.30, 9, 10.30 e 18, con esposizione eucaristica dalle 11.30 alle 18 e canto del Vespro alle 17.15. Lunedì 15 marzo la giornata di chiusura, con alle 10.30 la solenne concelebrazione con tutti i preti della Fraternità e alle 15 la messa al cimitero (nella parrocchiale in caso di pioggia).

La predicazione dei tre giorni del Triduo sarà affidata a mons. Giulio Dellavite, segretario generale e addetto stampa della Curia Vescovile di Bergamo.

In serata, alle 20, la messa conclusiva sarà celebrata a ricordo di don Giuseppe Berardelli, morto il 16 marzo 2020. Era nato nel 1947 a Fonteno, ma poi si era trasferito a Brembo di Dalmine con la famiglia ed era stato ordinato sacerdote nel 1973. Per tre anni era stato coadiutore nella parrocchia di San Giuseppe in città, poi a Calolzio fino al 1984, quando venne nominato parroco a Gaverina, dove rimase sino al 1993.

Fu successivamente parroco per tredici anni a Fiorano al Serio e nel 2006 divenne arciprete di Casnigo. Tutti in paese ne ricordano lo spirito zelante, il sorriso buono e generoso e la fede semplice e intensa, condensata nell’immancabile saluto «pace e bene» che dispensava a chiunque.

In suo ricordo, in occasione del Triduo, verrà presentato alla comunità il ritratto realizzato dal casnighese Virgilio Bettinaglio. L’artista vanta un ricco curriculum, che annovera anche i ritratti di altri due arcipreti: quello di don Davide Nicoli e quello di don Livio Teani, quest’ultimo conservato a Cornale di Pradalunga.

Lo scorso giugno, in occasione della messa di suffragio per don Giuseppe presso il cimitero di Casnigo alla presenza del Vescovo mons. Beschi, era stato esposto un altro ritratto che l’arciprete conservava nella casa parrocchiale. Per sua volontà testamentaria, è stato consegnato alla parrocchia di Fiorano al Serio, che lo aveva donato nel 2006.

L’opera realizzata ora da Bettinaglio immortala don Giuseppe, con stupefacenti dettagli, nella sacrestia lignea della chiesa parrocchiale di Casnigo, intagliata alla fine del ‘600 da Ignazio Hillipront.Un ambiente cui l’arciprete era particolarmente legato, completamente restaurato nel 2012, nello stesso anno in cui il vescovo Beschi inaugurò anche il nuovo oratorio.

L’attuale arciprete, don Massimo Cornelli, ha fatto il suo ingresso ufficiale a Casnigo il 3 ottobre scorso, dopo molti anni da missionario in Costa d’Avorio. Per lui quello del Triduo è una sorta di esordio, salutato anche dal nuovo notiziario parrocchiale bimestrale Fides, presentato nelle ultime settimane.

«Ho conosciuto di persona don Giuseppe diversi anni fa – racconta affiancato dal sacrista Giuseppe Foresti -, quando io ero giovane curato a Cene e lui parroco di Fiorano al Serio. Tutti i casnighesi, vicini e lontani, vivranno con particolare intensità queste giornate, nel ricordo dei propri cari e del pastore che li ha accompagnati per quattordici anni».

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