La polemica

Caso foibe a Dalmine, l’Anpi di Bergamo ribatte a chi l’accusa di «negazionismo»

Lo spettacolo andato in scena il 7 febbraio era stato definito dal Comune «summa del più inaccettabile negazionismo». Diverse le critiche del mondo politico

Caso foibe a Dalmine, l’Anpi di Bergamo ribatte a chi l’accusa di «negazionismo»
Dalmine, 14 Febbraio 2020 ore 12:04

«Gli attacchi e le accuse di negazionismo mosse nei confronti dell’artista Valentina Soster e della ricercatrice storica Grazia Milesi oltre che inaccettabili e vergognose, risultano essere prive di ogni fondamento e pertanto vanno respinte al mittente». Il Comitato provinciale di Bergamo dell’Anpi ha voluto esprimere solidarietà alle due donne organizzatrici dello spettacolo Quando il sommacco diventa rosso, promosso a Dalmine il 7 febbraio scorso da Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Arci, Cgil, Acli e Il Porto in occasione del Giorno del ricordo dell’esodo giuliano dalmata istriano e dei morti nelle foibe.

L’evento, introdotto da un inquadramento storico di Grazia Milesi, aveva suscitato le critiche di diversi politici bergamaschi, tra cui la senatrice azzurra Alessandra Gallone e i deputati leghisti Daniele Belotti e Alberto Ribolla. In particolare, la vicenda era andata di traverso al Comune di Dalmine (patrocinante dell’iniziativa) che la aveva tacciata di «inaccettabile negazionismo», accusandola di aver mistificato la realtà storica e i numeri delle vittime coinvolte. Per questa ragione l’Amministrazione, pur dichiarandosi disponibile a ogni confronto, ha deciso di sospendere la collaborazione con le associazioni coinvolte. Inoltre ha diffidato i gruppi a diffondere materiale promozionale con lo stemma comunale, invitandoli nel contempo a riprogrammare eventuali iniziative in spazi privati.

«L’Anpi non si fa intimidire da minacce o insulti sguaiati e scomposti – si legge nel comunicato -. Continueremo il nostro lavoro di memoria, di cultura e di conoscenza affinché nelle scuole e nelle città sempre più persone possano esercitare un uso consapevole della memoria, dopo aver ristabilito i giusti contatti con la conoscenza storica di ciò che è stato». Nel merito dello spettacolo andato in scena a Dalmine, l’Anpi evidenzia come si sia «trattato di una storia in forma di lettere per raccontare senza strumentalizzazioni politiche, ma con precisi e documentabili dati storici, ciò che accadde in Istria nel 1900: il fascismo, le foibe e l’esodo. La professoressa Milesi ha avuto il merito di aderire pienamente al dettato della legge che istituisce il Giorno del ricordo».

«Accusarci di negazionismo o riduzionismo rasenta l’assurdità – conclude il Comitato provinciale di Bergamo -. Come ricorda la Presidente Nazionale Carla Nespolo, “le accuse sono un clamoroso falso sostenuto da qualcuno a destra che evita di riconoscere i comportamenti criminali del fascismo contro italiani e slavi. Furono i fascisti a parlare di bonifica etnica contro la minoranza slovena e croata e a quelle parole fecero seguire violenze, incendi, stragi. Questi sono i fatti. Coloro che nascondono o minimizzano tutto ciò sono i veri negazionisti”».

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