Il punto

Coronavirus, fari accesi sull’ospedale di Alzano: l’Istituto superiore di sanità al lavoro

Coronavirus, fari accesi sull’ospedale di Alzano: l’Istituto superiore di sanità al lavoro
Val Seriana, 27 Febbraio 2020 ore 11:04

Non un focolaio, bensì un “cluster”. È in questo modo che, attualmente, gli esperti dell’Istituto Superiore della Sanità definiscono l’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo e, più in generale, l’area della media Val Seriana. Come ripetiamo da giorni, si tratta della zona più colpita, nella provincia bergamasca, dal Coronavirus, con il numero maggiore di casi e anche di decessi, visto che due delle tre vittime orobiche sono passate da quell’ospedale. L’ultima, un 83enne, è deceduta martedì 25 febbraio, ma la conferma è arrivata soltanto nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27.

Qual è la differenza tra un focolaio e un cluster? Nel primo caso si tratta di un contagio diffuso in una comunità, più o meno ampia, delimitata; nel secondo caso, invece, si parla un “grappolo” di casi riscontrati in uno spazio ben circoscritto, più ristretto di una comunità. L’ipotesi, al vaglio delle autorità, è infatti che il contagio nella zona sia partito dall’ospedale di Alzano. Ci sono solo indizi, per ora, ma tutti che portano in questa direzione. A partire dal medico del Pesenti-Fenaroli risultato positivo e dal fatto che due dei primi tre pazienti infettati individuati in Bergamasca domenica 23 febbraio arrivassero proprio da quell’ospedale. Al momento, pare siano una ventina solo lì i casi (non tutti accertati) di pazienti ricoverati.

Come si evolverà la situazione è difficile dirlo. Mentre, per quanto riguarda un po’ tutta la Lombardia, pare che si vada nella direzione di allentare un minimo le misure preventive imposte da Regione e Governo lo scorso fine settimana, in quella zona della Val Seriana molti pensano che le misure possano farsi ancora più restrittive. Insomma, che diventi una “zona rossa” come quella del lodigiano risultata epicentro del contagio in corso. Non tutti sono però d’accordo, a partire dal numero uno della Protezione civile e commissario all’emergenza, Angelo Borrelli, che ha ripetuto quanto affermato dall’assessore regionale Gallera nei giorni scorsi: la situazione è monitorata, ma al momento non si ritengono necessari provvedimenti ulteriori.

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia