È la seconda volta che accade

Gira per le strade di Dorga e spara frecce ai gatti: micio morto dopo un giorno d'agonia

L'associazione "Gaia Animali & Ambiente Valseriana": «Chiediamo ai cittadini di tenere gli occhi aperti. Spesso c'è un collegamento tra maltrattamento di animali e pericolosità sociale»

Gira per le strade di Dorga e spara frecce ai gatti: micio morto dopo un giorno d'agonia
Cronaca Val Seriana, 04 Settembre 2021 ore 12:07

Per la seconda volta in pochi mesi, a Dorga, qualcuno è uscito di casa e si è divertito a sparare con arco e frecce ai gatti per le vie del paese. Episodi raccapriccianti, l’ultimo dei quali avvenuto solo qualche giorno fa: la vittima è un povero micio, trafitto da un dardo e morto dopo 24 ore di agonia.

Nel primo caso le volontarie di “Gaia Animali & Ambiente Valseriana”, che curano e sterilizzano a proprie spese decine di colonie feline in valle, erano riuscite a salvare il micio Questa volta a nulla sono valsi i tentativi di catturare l’animale, per medicarlo, da parte dei vigili del fuoco e delle volontarie. Il gatto era troppo spaventato per lasciarsi prendere e ha continuato a nascondersi, fino alla morte.

L’episodio, segnalato da un abitante del paese, è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Clusone, che stanno indagando assieme al corpo forestale di Vilminore anche per capire quale può essere la provenienza della freccia tirata al felino.

«Abbiamo un possibile sospetto di queste azioni vigliacche ma soprattutto fuori legge e siamo certi che i Carabinieri non mancheranno di indagare», commenta il presidente di “Gaia Animali & Ambiente. La legge italiana prevede pene pesanti per chi, per crudeltà o senza necessità, ferisce un animale o lo sottopone a sevizie: reclusione da 3 a 18 mesi e multa da 5 mila a 30 mila euro. Chi poi, sempre per crudeltà o senza necessità, uccide un animale è punibile con la reclusione da 4 mesi a 2 anni.

«Chiediamo a tutti i cittadini di Dorga di tenere gli occhi aperti ed essere pronti a segnalare la presenza di persone con arco e frecce in un ambiente non consono – concludono dall’associazione -. Anche perché esiste una vasta letteratura scientifica che evidenzia come ci sia spesso un collegamento tra maltrattamento di animali e pericolosità sociale per gli esseri umani».