L'allarme

«Gli anziani morti nelle Rsa bergamasche con sintomi da Covid sono almeno 500»

A dichiararlo è stata Paola Pedrini, segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale Lombardia, che non è d'accordo con l'ipotesi di ricoverare nelle case di riposo pazienti affetti da Coronavirus

«Gli anziani morti nelle Rsa bergamasche con sintomi da Covid sono almeno 500»
Bergamo, 25 Marzo 2020 ore 17:16

Sappiamo benissimo che sono la parte di comunità più fragile, quella che davanti a questa emergenza rischia di più. Così come è noto, purtroppo, che i decessi nelle ultime settimane in diverse Rsa bergamasche sono stati numerosi. Una strage, là dove il Coronavirus è riuscito a “entrare” in queste strutture. Ma silenziosa, perché spesso i tamponi non sono mai stati fatti purtroppo e, quindi, queste vittime non sono mai rientrate nel conteggio ufficiale delle vittime del Covid-19.

Ora, però, c’è un dato, finalmente. A fornirlo è Paola Pedrini, segretario generale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Lombardia, che nel pomeriggio di mercoledì 25 marzo ha dichiarato: «La situazione nelle Rsa è veramente tragica. Solo nella provincia di Bergamo si sono verificati cinquecento decessi nelle ultime settimane, tutti correlabili alla Covid-19. Ci sono stati contagi perché non è stata fatta una chiusura precoce dei servizi e il virus si è diffuso, arrivando gente dall’esterno in visita agli anziani. Gli ospiti delle Rsa sono pazienti più fragili e quindi a rischio».

Le dichiarazioni della dottoressa vanno in una direzione: evitare che alcuni pazienti Covid in ripresa o in condizioni non gravi vengano ricoverati in stanze (isolate, ovviamente) di alcune Rsa. Un’ipotesi prevista da Regione Lombardia e già attuata, sebbene con molta prudenza, in Bergamasca. Pedrini, al riguardo, commenta: «È criminale l’idea di usare queste strutture per collocare le persone ancora positive al virus, anche se vi fossero disponibili aree separate».

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