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Le indagini

Inchiesta Covid, i magistrati bergamaschi hanno ascoltato le ex ministre Lorenzin e Grillo

Il pool di Piazza Dante s'è nuovamente recato a Piazza Dante per fare luce su alcuni interrogativi relativi all'applicazione o meno, nell'emergenza sanitario della primavera scorsa, del piano pandemico

Inchiesta Covid, i magistrati bergamaschi hanno ascoltato le ex ministre Lorenzin e Grillo
Cronaca 03 Marzo 2021 ore 16:03

«È indispensabile dire sempre la verità ai cittadini»: questa la dichiarazione del ministro Roberto Speranza al Senato settimana scorsa. L’esponente di Leu intendeva richiamare i colleghi al Governo a una maggiore “sobrietà” e a fare meno proclami su possibili riaperture, in polemica con le dichiarazioni fatte in precedenza da rappresentanti del centrodestra.

Le parole dell’attuale ministro della Salute acquistano però anche un altro significato, che si può riferire ai tanti punti interrogativi relativamente al famigerato piano pandemico, da applicare secondo l’Oms per contrastare la diffusione del coronavirus, ma che, stando alle indagini che la Procura di Bergamo sta portando avanti, risalente al 2006 e mai aggiornato, né tantomeno applicato. Sembrerebbe infatti che negli anni sia stata fatta una semplice operazione di «copia e incolla», con il solo cambiamento delle date, mentre non si sarebbero applicate le sue disposizioni a inizio 2020 perché «riferito a epidemia influenzale, non di Covid».

Sta di fatto che la Procura di Bergamo è intenzionata a vederci chiaro, motivo per il quale oggi, mercoledì 3 marzo, i magistrati guidati dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota si sono recati a Roma per le audizioni delle due ex ministre della Salute, Beatrice Lorenzin e Giulia Grillo, oltre che di un dirigente del dipartimento di Prevenzione, Mauro Dionisio. Un altro capitolo si aggiunge quindi alle indagini, dopo che i pm avevano sentito a fine gennaio Speranza.

Sentire le due precedenti ministre si sarebbe reso necessario dopo la mail presentata ai magistrati da Ranieri Guerra, che nel 2017 era responsabile del dipartimento di Prevenzione e aveva indicato la necessità da parte del Ministero di aggiornare il piano pandemico, ma anche dalle dichiarazioni del suo successore Claudio D’Amario. Negli anni successivi però, da quel 2017 ad arrivare al 2020, il documento per il contrasto all’epidemia influenzale non è stato mai aggiornato.

I pm vogliono capire come mai ciò non sia stato fatto, nonostante le indicazioni fornite dall’Oms. Solo gli sviluppi potranno farci avere nuove informazioni.

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