Numeri in crescita

La situazione tamponi in Bergamasca (se ne fanno di più e il merito non è della Regione)

Le strutture private, sebbene a costi abbastanza elevati, hanno iniziato a farli e anche Ats sta implementando la propria capacità grazie alla importante donazione del Rotary

La situazione tamponi in Bergamasca (se ne fanno di più e il merito non è della Regione)
Bergamo, 16 Maggio 2020 ore 15:01

Negli ultimi tre giorni (da mercoledì 13 a venerdì 15 maggio), il numero di tamponi effettuati in tutta la Lombardia è variato da un minimo di 10.919 a un massimo di 14.080. Il dato si è stabilizzato da diverse settimane in questa fascia. Decisamente di più di quanti non se ne facessero all’inizio della crisi sanitaria, ma ancora pochi se si considera che la Lombardia è la regione che è stata più colpita dal Coronavirus, oltre che la più popolosa.

Con l’avvio della fase 2, la questione dei tamponi è ovviamente tornata alla ribalta. Essendo l’unico esame diagnostico scientificamente provato per sapere la contagiosità di una persona, rappresentano l’unica via per “tranquillizzare” le persone e permettere loro di tornare al lavoro e una semi-normalità con meno ansie possibili, oltre che l’unico modo per arrivare a isolare i casi ancora attivi e cercare di contenere un eventuale ritorno del contagio. Purtroppo, come ben sappiamo, Regione continua a sottolineare l’impossibilità di incrementare il numero dei tamponi effettuati. Il problema dichiarato è l’enorme difficoltà di recuperare sul mercato i reagenti necessari per processarli.

Eppure le notizie dalla Bergamasca degli ultimi dieci giorni vanno in direzione opposta. Potremmo dire che Bergamo, città (e terra) più colpita di tutte dal dramma Covid, si è rimboccata le maniche e sta cercando di risolvere da sé il problema. Innanzitutto, lo stanno facendo i privati. Con la delibera approvata il 12 maggio, Regione Lombardia ha dato il via libera all’effettuazione di test sierologici da parte delle strutture private, imponendo loro però (sebbene i dubbi siano ancora molti al riguardo) anche l’effettuazione del tampone sui soggetti risultati positivi alla presenza degli anticorpi. Ovviamente, il costo di tutto questo ricade sui cittadini: oltre al prezzo del test, i positivi si dovranno sobbarcare anche quello del tampone privato. Habilita, ad esempio, effettua i test al costo di 40 euro e i tamponi a 90. Il servizio è già iniziato e i tamponi effettuati in privato non rientrano (almeno per ora) nel conteggio quotidiano della Regione.

In ogni caso, il fatto che una struttura privata sia stata in grado, nel giro di pochi giorni, di organizzare un servizio di questo tipo, significa che l’impossibilità di effettuare tamponi dichiarata dalla Regione non è che sia poi così vera. E lo dimostra anche un altro esempio, sempre bergamasco. Attualmente, Ats Bergamo processa circa 1.500 tamponi al giorno, sabato e domenica compresi (all’inizio non era così). Un numero cresciuto molto nelle ultime settimane, e che per fine maggio potrebbe toccare quota 2.500. L’obiettivo è raggiungere a giugno i quattromila tamponi al giorno. Questa crescita decisamente rilevante è merito della donazione effettuata dal Rotary Distretto 2042 all’Asst Bergamo Est di due macchinari innovativi.

Si tratta di robot che automatizzano quasi tutti i processi di laboratorio solitamente svolti manualmente dai tecnici e costati circa mezzo milione di euro. Il Rotary, oltre ad acquistare i robot, ha anche preso una gran quantità di reagenti dall’azienda BP Genomics. In altre parole, il Rotary (così le strutture private) hanno fatto e stanno facendo ciò che Regione Lombardia non è stata in grado di fare. E lo ha sottolineato anche il sindaco Giorgio Gori: «Per mesi mi sono sentito dire che era “impossibile” reperire attrezzature e reagenti. Gli acquisti che il Rotary ha fatto dimostrano che bastava metterci un po’ di impegno». Queste dichiarazioni hanno sollevato un polverone, ma è difficile smentirle: se la situazione tamponi, in Bergamasca, va meglio il merito non è da ascrivere a chi lavora al Pirellone.

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