Per fare chiarezza

Le risposte alle domande (e alle critiche) più frequenti sul bollettino quotidiano relativo ai numeri del coronavirus

Ormai da febbraio, PrimaBergamo pubblica ogni giorno i dati relativi al contagio. In questa pagina trovare una serie di informazioni che speriamo possano aiutarvi a comprendere il nostro modo di lavorare al riguardo

Le risposte alle domande (e alle critiche) più frequenti sul bollettino quotidiano relativo ai numeri del coronavirus
30 Ottobre 2020 ore 15:25

Ormai da febbraio, noi di PrimaBergamo, così come tutti gli altri siti di cronaca locale, pubblichiamo quotidianamente i dati relativi alla diffusione del contagio in Lombardia e più specificamente nella provincia di Bergamo. La pubblicazione di questo articolo, quasi sempre molto letto, suscita diverse reazioni negli utenti, soprattutto sui social. Nei commenti vengono spesso poste domande e fatte osservazioni (purtroppo anche con toni non sempre educati, ma tant’è) su questo “bollettino” e dunque abbiamo pensato, prendendo spunto da un’ottima idea avuta dai colleghi di VareseNews, di creare questa pagina dove proviamo a dare a una risposta alle domande più frequenti sui numeri del contagio quotidianamente pubblicati e grazie alla quale speriamo di stoppare sul nascere alcune sterili polemiche o ingiuste accuse (tipo quella, trita e ritrita, di fare del terrorismo).

Chi fornisce i dati?

A fornire quotidianamente i numeri del contagio in Regione e nelle singole province lombarde è Regione Lombardia. Si tratta degli stessi dati che vengono forniti alla Protezione Civile e poi dalla stessa resi noti, sempre quotidianamente, insieme a quelli nazionali (che potete trovare QUI).

Perché non fornite dati sui contagi nei singoli Comuni?

Perché questi dati non sono quotidianamente disponibili. Regione (unica a fornire i dati, come detto) li accorpa per provincia e quindi l’unico modo per aver accesso ai numeri dei singoli Comuni è, eventualmente, chiedere alle singole Amministrazioni. Un lavoro che può essere svolto ciclicamente, ma che è praticamente impossibile fare quotidianamente poiché manca un’organicità e un’organizzazione nella raccolta e nella comunicazione dei dati. Inizialmente Regione forniva i dati dei singoli Comuni, poi ha smesso di farlo. Ora è possibile consultare soltanto la “classifica” dei dieci Comuni più colpiti (QUI). Nelle ultime due settimane, però, Ats ha iniziato a fornire un resoconto settimanale con tutti i nuovi contagi nei Comuni bergamaschi (QUI un esempio) negli ultimi sei/sette giorni. Una statistica importante, resa possibile anche dalla collaborazione con il Consiglio di rappresentanza dei sindaci della provincia.

Perché i dati sui ricoveri non sono suddivisi per provincia?

Perché, anche in questo caso, il dato non viene comunicato. Sta alla testata giornalistica informarsi, eventualmente, sui ricoveri nei singoli ospedali contattando le varie Asst, che però non sempre riescono a rispondere in maniera costante data la mole di lavoro che devono purtroppo svolgere in questi tempi. Anche in questo caso, fortunatamente, le cose nelle ultime settimane stanno migliorando: Ats e le singole Asst hanno iniziato a diffondere dei bollettini, solitamente settimanali, per fare il punto della situazione (QUI e QUI due esempi). È impossibile però integrare questi dati nel bollettino quotidiano, poiché forniti a cadenza non giornaliera e, soprattutto, da enti diversi rispetto a Regione.

Quanti tamponi vengono fatti, ogni giorno, in Bergamasca?

Non c’è, purtroppo, un dato quotidiano al riguardo. Ats non lo fornisce. Possiamo soltanto fidarci di quanto ci viene comunicato dall’Agenzia stessa: fino a metà ottobre, Ats aveva comunicato di riuscire a processare una media di 1.700 tamponi al giorno per sei giorni a settimana. Il dato è ora cresciuto a 2.300, 2.500 tamponi. Per questo motivo, per calcolare il rapporto percentuale tra tamponi effettuati e nuovi casi di coronavirus nella nostra provincia, prendiamo come valore di riferimento 2.400 tamponi, consapevoli purtroppo che si tratta solo di un dato indicativo e non preciso. Ma non dipende da noi.

Perché il numero di tamponi regionale varia e quello che voi prendere in considerazione per la Bergamasca è sempre lo stesso?

Per lo stesso motivo sopra riportato: non avendo una comunicazione quotidiana dei tamponi effettuati in Bergamasca, non possiamo purtroppo che attenerci al dato medio che ci è stato riferito dall’Ats stessa. Regione Lombardia, invece, comunica quotidiana il numero di tamponi effettuati. La variazione di questi è figlia di diversi fattori, che variano di giorno in giorni, di provincia in provincia e di Ats in Ats. Per quel che ci riguarda, faremo il possibile perché Ats Bergamo comunichi il numero di tamponi processati il più spesso possibile e poter così fornire un’informazione il più precisa possibile. Va poi tenuto conto che le variazioni nel numero di tamponi effettuati su scala regionale sono spesso conseguenza anche di una comunicazione degli esisti degli stessi non sempre puntuale da parte dei vari laboratori.

Tra i casi di persone positive vengono conteggiati anche quelli di chi risulta ancora positivo al tampone di controllo?

No, il numero dei nuovi casi riguarda solamente le persone che risultano positive per la prima volta.

Perché non dite che al maggior parte dei positivi è asintomatica?

Perché purtroppo non viene fornito questo dato. Talvolta la Regione lo specifica, ma solitamente no. E da Ats non arrivano quasi mai informazioni al riguardo. È comunque ormai noto che moltissime persone infette sono anche asintomatiche, ma è anche appurato che asintomatico non significa non contagioso. Anche chi non presenta i sintomi della malattia può essere contagioso.

Perché fate titoli tesi a creare allarmismo?

Non facciamo titoli tesi a creare allarmismo: i titoli degli articoli sui numeri quotidiani non fanno altro che riportare quelli che sono i dati. Che possono piacere o meno, ma quelli sono. Chiediamo quindi ai lettori lo sforzo di leggere i titoli e soprattutto gli articoli per quelli che sono, e non partendo dal presupposto di volerci trovare le proprie tesi od opinioni confermate. Siamo poi perfettamente consapevoli che i numeri quotidiani non siano utili a fornire un quadro completo della situazione, ma restano pur sempre gli unici (ahinoi) che ci vengono comunicati e che, se letti nell’arco della settimana, sono in grado di dare una fotografia d’insieme un po’ più attendibile. Noi stessi, ogni sabato, pubblichiamo un articolo che tira un po’ le somme di tutti i bollettini quotidiani pubblicati negli ultimi sei giorni. Vi assicuriamo, dunque, che a volte potremo sbagliare (chi non lo fa?), magari usare termini che a qualcuno possono non piacere, ma il nostro intento non è mai quello di creare allarmismo o paura nei lettori. In particolare in un momento storico come questo.

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