Il processo

L'inquietante sospetto di un traffico di minori in Tunisia sull'omicidio Gozzini

In aula i racconti dei familiari della vittima e dei carabinieri. La parte civile ritiene che l'imprenditore fu ucciso per ciò che aveva scoperto

L'inquietante sospetto di un traffico di minori in Tunisia sull'omicidio Gozzini
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Il sospetto di un traffico di minorenni sarebbe il movente dell'omicidio di Fausto Gozzini, l'imprenditore 61enne di Romano di Lombardia ucciso da Domenico Gottardelli, 79enne di Covo. L'assassinio è avvenuto lo scorso 14 settembre nella ditta della vittima, la Classe A Energy di Casale Cremasco-Vidolasco e, secondo la parte civile, l'imputato avrebbe deciso di eliminare l'uomo dopo che questo gli aveva negato l'utilizzo della sua casa in Tunisia perché pare che Gottardelli ci portasse dei ragazzini. A riportarlo è PrimaTreviglio.

Il sospetto sul traffico di minorenni

Il pm Francesco Messina contesta al 79enne l’omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione. La mattina del delitto, Gottardelli viaggiò sulla sua pittoresca Due Cavalli, con a bordo un fucile Beretta calibro 12, per raggiungere il parcheggio dell'azienda di Gozzini. Dopo essere entrato negli uffici, uccise con un colpo al petto l’imprenditore.

Ma ad allungare l’ombra della pedofilia sul 79enne è stato l’avvocato di parte civile, Emilio Gueli, legale della vedova Renata Galbiani e di uno dei due figli di Gozzini - l’altro figlio è parte civile con l’avvocato Alessandro Pasta -. In aula è emerso che nella primavera di un anno fa, Gozzini ricevette inquietanti informazioni da un vicino di casa a Susa, in Tunisia, e dal factotum che teneva l'abitazione in cui a volte soggiornava anche Gottardelli.

I racconti del vicino in Tunisia e del factotum

La vedova in aula ha raccontato che il vicino di casa, volendo affittare la dimora di Gozzini, gli rivelò anche che c'era un «andirivieni di giovani minori, una sorta di sexy shop». Il factotum, poi, gli raccontò di questo presunto traffico di minori. Chiamato a testimoniare, il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri Camillo Calì ha riportato quanto dichiarato dai parenti della vittima. L'omicida passava diversi mesi in quella casa in Tunisia e, a maggio, si era presentato in ditta dall'amico per chiedergli di mettergliela di nuovo a disposizione. Lui, però, gli disse di no.

I militari dell'Arma hanno cercato di sentire più volte il factotum, chiamandolo al telefono ma non ricevendo all'inizio risposta. Poi, quando erano riusciti a contattarlo, gli avevano chiesto di venire a Cremona, ma aveva detto che non poteva per una questione di documenti.

La testimonianza della vedova

Secondo quanto dichiarato dalla moglie di Gozzini, lui era rimasto molto stupito nel sapere che l'amico potesse essere coinvolto in giri strani. Lei gli aveva consigliato di non dargli più la casa, da qui il rifiuto di concederla nuovamente. Gottardelli aveva chiesto più volte cosa gli avessero riferito, ma l'altro si era rifiutato di specificarlo. Dei dubbi del titolare, comunque, erano a conoscenza il socio e anche il figlio.

La versione dell'omicida

L'assassino, però, ha continuato a ribadire la sua versione: ha negato il traffico di minori, spiegando comunque di avere avuto rapporti in quel Paese sia con uomini che con donne, e insistendo sul movente dei soldi. Come affermato nell'interrogatorio di nove mesi fa, era convinto che Gozzini, che avrebbe avuto una relazione con la sua cameriera, gli avrebbe sottratto un'ingente somma con l'aiuto della donna.

Quel giorno, tornando da Treviglio, dove si era sottoposto a un controllo medico, aveva visto il lenzuolo del letto stropicciato, secondo lui indice di un avvenuto rapporto tra i due. Dettaglio che gli avrebbe fatto perdere il controllo, portandolo a commettere il delitto. Un racconto riportato anche dagli psicologi che lo hanno visitato in carcere.

Disposta la perizia

La Corte ha disposto una perizia per verificare se il 79enne fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto e sulla eventuale incompatibilità del regime carcerario con le sue condizioni di salute. L’incarico sarà conferito all’udienza del 27 giugno prossimo.

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