«Il fatto non sussiste»

Lo storico capo ultras atalantino Bocia assolto nel processo per violazione di quattro Daspo

Il giudice non ha rivelato alcuna violazione per quattro eventi avvenuti nel 2018. Il pm aveva chiesto una condanna a tre anni e tre mesi

Lo storico capo ultras atalantino Bocia assolto nel processo per violazione di quattro Daspo
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Alla fine, è successo quel che era stato ipotizzato a metà luglio, quando il Tar annullò il Daspo emesso a carico dello storico capo ultras atalantino Claudio Galimberti, per tutti il Bocia, il 29 maggio 2018 e che allungava di un anno e mezzo il divieto di frequentare stadi (e zone limitrofe). Quella sentenza è stata utile per rafforzare le tesi difensive nel processo penale in cui il Bocia era imputato per violazione di Daspo, tant'è che oggi (24 ottobre), il Bocia è stato assolto.

Il processo era basato su quattro presunte violazioni del provvedimento commesse dal Bocia, che ormai da alcuni anni non vive più a Bergamo ma nelle Marche, a Marotta per la precisione, dove coltiva cozze e vive su una barca. Ognuna di queste accuse, per le quali il pm aveva chiesto 3 anni e tre mesi di condanna più 15 mila euro di sanzione pecuniaria, è stata smontata.

6 gennaio 2018: la festa a Orio

La prima presunta violazione risaliva al 6 gennaio 2018: migliaia di tifosi atalantini si riversarono all'aeroporto di Orio per accogliere la squadra di rientro dalla trasferta vittoriosa di Roma contro i giallorossi. Tra i presenti anche il Bocia, inquadrato dalle telecamere di sorveglianza. Come ha spiegato il Bocia in aula a giugno, il Daspo prevede il divieto di frequentare determinati eventi sportivi da tre ore prima degli stessi fino a tre ore dopo: la festa avvenne a molte più ore di distanza dalla partita e, per di più, a Bergamo, quando invece il match si era giocato a Roma. Il giudice gli dà ragione: il fatto non sussiste.

7 e 15 febbraio 2018: Primavera e Dortmund

Un mese dopo la festa a Orio, per la precisione il 7 febbraio 2018, il Bocia è al Baretto vicino allo stadio, dove lavora la sua compagna, mentre nell'impianto si sta giocando la partita di Coppa Italia Primavera tra Atalanta e Milan. Il giudice, anche in questo caso, accoglie la versione della difesa: il Daspo riguardava solo eventi legati alla prima squadra, non al settore giovanile. Il fatto, dunque, non costituisce reato.

Una settimana dopo, il 15 febbraio 2018, l'Atalanta è a Dortmund, in Germania, per una partita di Europa League contro il Borussia. Nella moltitudine di tifosi atalantini che raggiungono la città tedesca c'è anche il Bocia. In aula, il capo ultras ha spiegato di essere andato perché aveva partecipato all'organizzazione della trasferta, ma di non essere entrato allo stadio. «Ho seguito la partita in un pub in centro», ha dichiarato. Le uniche testimonianze raccolte hanno provato la presenza fisica del Bocia nella zona dedicata ai tifosi dell'Atalanta molto più di tre ore prima della partita, dunque nessuna violazione. Inoltre, il giudice dichiara la non procedibilità essendo i fatti avvenuti all'estero.

18 aprile 2018: il viaggio verso Benevento

Infine, il 18 aprile 2018, secondo l'accusa il Bocia avrebbe commesso un'altra violazione del Daspo: avrebbe viaggiato insieme a un gruppo di tifosi nerazzurri in direzione Benevento, dov'era in programma una trasferta di campionato. Il Bocia non ha negato, ma ha spiegato di essersi fatto solo dare un passaggio e di essere poi sceso nel Lazio, almeno una settantina di chilometri prima di Benevento, dove si è fermato da amici. Anche in questo caso, il giudice sentenzia che il fatto non sussiste.

Il Bocia tornerà allo stadio?

Insomma, dopo l'importante sentenza (amministrativa) del Tar, anche questa assoluzione (penale). Una doppia "vittoria" per il Bocia, che vede così avvicinarsi la possibilità di tornare allo stadio. Nei suoi confronti, infatti, resta ora pendente solamente il Daspo emesso nel marzo 2021 per essere stato visto nei pressi dello stadio di Terni in occasione di Ternana-Bari. Un Daspo di ben otto anni che si basava, però, sulla presunta violazione da parte del Bocia dei precedenti Daspo, che sono stati ora annullati e ritenuti insussistenti anche dalla giustizia penale.

Nella sentenza di oggi, è stato assolto da tutte le accuse anche un altro tifoso atalantino, A. Quadri. Incensurato, anche a lui veniva imputata la violazione di un Daspo per aver partecipato alla festa a Orio del 6 gennaio 2018. Il pm aveva chiesto per lui tre anni e diecimila euro di sanzione: è stato assolto.

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