La nota della Regione

L’ospedale di Alzano tra i più colpiti dal Coronavirus. L’11% dei casi riguarda operatori sanitari

L’ospedale di Alzano tra i più colpiti dal Coronavirus. L’11% dei casi riguarda operatori sanitari
Val Seriana, 28 Febbraio 2020 ore 16:37

L’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano è, al pari delle strutture di Codogno, Lodi e Cremona, uno di quelli ritenuti da Regione Lombardia «ad alta incidenza» per quanto riguarda il contagio da Coronavirus. Lo ha affermato l’ente in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio di venerdì 28 febbraio e nel quale si spiega che questi ospedali «hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l’elevato numero di casi, sia perché l’11 per cento delle positività riguarda operatori sanitari. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera è ancora in grado di dare risposta». Una conferma, dunque, della criticità della situazione in atto all’ospedale di Alzano e, più in generale, nall’area della media Val Seriana.

Nello stesso comunicato, la Regione spiega che «dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre due persone. Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti». È per questo motivo, si spiega, che sono state prese le misure restrittive di prevenzione e contenimento previste dall’ordinanza dello scorso fine settimana, rivelatesi (sempre secondo Regione Lombardia) «corrette in quanto consentono di contenere, o perlomeno rallentare, la diffusione del virus». In ogni caso, al momento non c’è alcuna emergenza, dato che la diffusione del virus parrebbe essere ancora circoscritta e il Coronavirus è, ad oggi, per «il novanta per cento dei pazienti facilmente risolvibile» e solo «nel restante dieci per cento dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva».

Sul tema posti letto è intervenuta anche l’Ats di Bergamo, che ha spiegato come si verifichi «giornalmente la disponibilità delle strutture di ricovero e cura private accreditate sia per l’accoglienza di pazienti provenienti dai pronti soccorso degli ospedali che necessitino di ricovero per patologie non correlate all’infezione da Covid-19, sia la disponibilità di posti letto per l’osservazione di pazienti sintomatici in attesa dell’esito del tampone. Ad oggi, sono stati messi a disposizione oltre 180 posti letto per la prima fattispecie. Per gli altri, Ats sta verificando la possibilità di aumentare la dotazione di posti di osservazione attualmente in essere (51)».

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