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No Parking Fara di nuovo all'attacco: «Stop alla concessione tra Comune e Bergamo Parcheggi»

In seguito al parere dell'Anac, il comitato cittadino alza la voce: «In Città Alta venga consentito il traffico ai soli residenti e si ripristini il Colle di Sant’Eufemia»

No Parking Fara di nuovo all'attacco: «Stop alla concessione tra Comune e Bergamo Parcheggi»
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Cancellazione della concessione tra Palazzo Frizzoni e Bergamo Parcheggi, traffico consentito ai soli residenti in Città Alta e ripristino del Colle di Sant’Eufemia. Sono queste, in estrema sintesi, le richieste avanzate dal comitato No Parking Fara dopo la pubblicazione del parere dell’Anticorruzione che dice che dopo l’abbandono del cantiere da parte dell’impresa Collini per procedere con i lavori del nuovo parcheggio alla Fara sarà necessaria una nuova gara d’appalto.

«Vogliamo che venga cancellata la concessione vergognosa che il Comune di Bergamo ha in atto con Bergamo Parcheggi – sottolineano i No Parking Fara in un comunicato stampa -, che già molte volte avrebbe dovuto essere risolta per incapacità e leggerezze come il passaggio dei costi da 8 a 18 milioni di euro, una frana, due varianti illegittime e stendiamo un pietoso velo sul resto che in questi anni abbiamo documentato senza mai essere smentiti. Vogliamo che i turisti in Città Alta possano salire esclusivamente con mezzi pubblici ecologici. Vogliamo che dove c'era il Colle di Sant’Eufemia sia ripristinato il colle, e non sia stuprata ulteriormente la città storica con un mostro di cemento di 9 piani, rumoroso e inquinante. Soprattutto, vogliamo che i bergamaschi siano finalmente ascoltati e non si faccia rientrare dalla finestra, come opera pubblica finanziata dai cittadini, un'infrastruttura inutile e dannosa che già i residenti pagano da anni, e che la Delibera dell'Anticorruzione ha cacciato dalla porta».

Il documento dell’Anac, cui ha fatto seguito un esposto del Condacos alla Corte dei Conti, ha di fatto stoppato la volontà da parte della concessionaria Bergamo Parcheggi di affidare i lavori all’azienda Rota Nodari, che nel 2017 era arrivata terza in graduatoria, e che aveva sollevato ben più di un dubbio all’interno di Palazzo Frizzoni (che proprio per questa ragione si era rivolto all’Anticorruzione). Ma a suscitare il malcontento all’interno del comitato, da sempre critico verso il nuovo parcheggio, sono anche le reazioni di parte del mondo politico, a loro giudizio reo di tollerare un’opera che alla luce degli anni e dei soldi investiti deve essere completata suo malgrado.

«Sorprende vedere come, con il Comune e Bergamo Parcheggi messi all'angolo dall’Anac, siano spuntati come funghi oppositori storici del parcheggio, a dir la verità mai eccessivamente presenti negli ultimi quattro anni, per avallare la tesi secondo la quale ormai questo Parcheggio riparatore “s'ha da fare” – si legge nella nota -. Il concetto di base, forse stimolato da una consuetudine nelle iniziative pubbliche che fa perdere lucidità quando si tratta di fare critica vera, è che ormai non si può lasciare lo scempio a metà, tanto vale finirlo, per poi seppellire il tutto sotto uno strato di terra e una passerella da archistar portoghese. Italia Nostra Bergamo si spinge addirittura a evocare un parcheggio da 800 posti mai osato da nessuno, purché destinato ai soli residenti».

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