Il caso

Piazza Dante, i video delle prime piante tagliate (la Polizia ha dovuto calmare i manifestanti)

Bergamo, 29 Gennaio 2020 ore 10:42

Inizialmente il cantiere avrebbe dovuto aprire lunedì 27, ma le proteste hanno rimandato tutto. Dal Comune qualcuno si diceva tranquillo e affermava che il via ai lavori sarebbe stato lunedì prossimo, 3 febbraio. Invece, un po’ a sorpresa, la mattina di mercoledì 29 gennaio in Piazza Dante si sono presentati gli operai che hanno iniziato a transennare l’area. Proprio in quei momenti, un gruppo di manifestanti, composto da studenti e cittadini, ha inscenato una nuova protesta tentando di bloccare l’avvio del cantiere. Per questo motivo si è reso necessario anche l’intervento di Polizia e Digos.

Com’è noto, la protesta non riguarda tanto i lavori che andranno a riqualificare la piazza e, soprattutto, l’ex Diurno (che diventerà un locale), quanto la decisione di tagliare praticamente tutte (undici su quattordici) le piante presenti nello spiazzo. Una mossa necessaria, ha spiegato più volte il Comune, per mettere in sicurezza il locale che si trova proprio sotto la piazza; una scelta scellerata, invece, per i manifestanti. Ricordiamo che è stato anche presentato un esposto in Procura per tentare di fermare il taglio.

Per evitare che la tensione salisse eccessivamente, anche il vicesindaco Sergio Gandi si è presentato in piazza per cercare di calmare gli animi e dialogare con i manifestanti. Insieme a lui, anche il progettista Gianluca Gelmini. Alla fine, le persone che protestavano si sono dovute arrendere e gli operai presenti hanno iniziato i lavori di taglio delle piante. Ma l’impressione è che la vicenda non sia affatto finita…

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