Diario dalla prima linea

Qui Nembro. Un paese sospeso che s’è messo al servizio dei più fragili

Qui Nembro. Un paese sospeso che s’è messo al servizio dei più fragili
Val Seriana, 07 Marzo 2020 ore 12:27

di Elena Conti

«Come va? Bene, compatibilmente con la situazione in corso». Al telefono c’è Marina Noris, consigliere comunale capogruppo della maggioranza al Comune di Nembro e ricercatrice all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. È lei a raccontarci come il paese della Bergamasca più colpito dal Coronavirus stia vivendo questi giorni d’incertezza.

«Le persone hanno bisogno d’informazioni, c’è una ricerca spasmodica di notizie. Zona rossa oppure no? Quanti sono i contagiati? Per questo motivo, ogni giorno il sindaco Claudio Cancelli (dalla sua stanza dove è chiuso in quarantena, ndr) diffonde un comunicato che viene trasmesso sulla app e sul sito del Comune e inviato sulla newsletter. Il testo approda anche sui social, nei vari gruppi e viene condiviso dai profili degli assessori. Ogni sera c’è la telefonata nelle case dei nembresi con Alert System per gli ultimi aggiornamenti».

«Nell’ultimo comunicato sono stati trasmessi non soltanto i numeri attivati da Ats e Regione Lombardia dedicati al Comune di Nembro, ma anche i numeri dei servizi sociali del Comune. Dobbiamo considerare che la popolazione nembrese è composta per il 30 per cento da nuclei unifamiliari. Persone spesso anziane e sole, lontane dai parenti, che sono chiuse in casa spaventate. Molti sono stati abbandonati anche dalle proprie badanti straniere, che hanno lasciato l’Italia per timore del virus. Queste persone hanno bisogno di pasti caldi, spesa a domicilio e medicine per patologie di vario genere».

«Per questa ragione la giunta si è attivata per instaurare un centralino dedicato, costituito da una rete di volontari, che rispondono alle chiamate dei cittadini e smistano i vari bisogni. Il sindaco mi ha comunicato che un buon numero di persone si è reso disponibile. Ma già prima della richiesta, tanti si erano messi spontaneamente a disposizione. Un gesto che rende l’idea del forte senso di appartenenza nel nostro paese, una caratteristica fondamentale di Nembro. Sono convinta che il coronavirus si sconfigga anche attraverso questi gesti di solidarietà. La comunità deve aiutare i medici ad aiutarci, prestando aiuto e assistenza dove è possibile. Invito chiunque voglia dare una mano a farsi avanti».

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