Dopo la paura

Rapina in villa a Roby Facchinetti, il giallo sul bottino e il grazie del cantante

Non è chiaro l'ammontare della refurtiva (si parla di circa centomila euro): gli inquirenti indagano. Il membro dei Pooh ringrazia per la vicinanza

Rapina in villa a Roby Facchinetti, il giallo sul bottino e il grazie del cantante
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Non è ancora chiaro l'ammontare del bottino portato via dai malviventi che, domenica 29 gennaio, intorno alle 20.50, hanno rapinato la famiglia di Roby Facchinetti. Hanno portato via soldi (circa quattromila euro in contanti), gioielli e due orologi, mettendo a soqquadro la villa in via Baioni (all'angolo con via del Lazzaretto) mentre i complici tenevano le pistole puntate contro i proprietari, minacciandoli di morte. All’esterno, una o più persone aspettavano in auto, pronti a partire non appena gli altri membri della banda fossero usciti dall’abitazione.

Secondo il Corriere Bergamo, alla fine il valore del bottino ammonterebbe a centomila euro, mentre L'Eco parla di un valutazione non ancora quantificata.

I dettagli della rapina

Sembra ormai accertato che i criminali fossero di origine straniera, anche se i Facchinetti, nelle prime deposizioni (e quindi ancora molto scossi), sembravano poco sicuri sul tipo di accento, se sudamericano o dell’Est Europa. Fatto sta che i malviventi sarebbero entrati con facilità da una porta aperta, forse perché sapevano che d’abitudine i loro obiettivi facevano uscire da lì il cane dopo cena.

Al contrario di quanto riportato all’inizio, ora è accertato che in casa c’era anche la figlia minore Giulia, che gestisce un centro wellness alla Rotonda dei Mille, in città. Si trovava nel suo appartamento con il marito e i due figli piccoli, per cui non è rimasta coinvolta direttamente nel blitz dei delinquenti, ma si sarebbe accorta di quanto successo quando i rapinatori si erano già dileguati e i famigliari avevano già chiamato le forze dell’ordine.

In Procura è stato aperto un fascicolo per rapina pluriaggravata a carico di ignoti. Gli inquirenti stanno ancora visionando le immagini delle telecamere presenti in zona stadio, dove però domenica le luci erano spente dato che l’Atalanta aveva giocato di sabato.

Il messaggio di ringraziamento del musicista

Nel frattempo, Roby e la sua famiglia stanno cercando di dimenticare quanto accaduto mentre si trovano a Sanremo, dove il musicista si esibirà domani (7 febbraio) insieme al resto dei Pooh sul palco dell’Ariston in occasione della prima serata del Festival.

Roby ha voluto ringraziare, con un post sui social, il lavoro di chi sta indagando e le istituzioni per la vicinanza: «Desidero comunicare i miei più sentiti, oltre che doverosi ringraziamenti a chi si è adoperato e si adopera non solo per dovere professionale ed istituzionale, ma anche per vicinanza umana, per prestare soccorso, assistenza, sicurezza e conforto a me ed ai miei cari in questi giorni, in cui è ancora presente e vivo il terribile ricordo di quei brutti momenti».

A tal proposito, ha citato il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, il questore Stanislao Schimera e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, oltre ai suoi sostenitori che gli hanno dimostrato vicinanza: «Giunga a tutti, alle istituzioni, agli amici e ai fans la mia più profonda riconoscenza e la mia gratitudine - ha concluso il membro dei Pooh -, nella speranza di dimenticare presto, io e la mia famiglia, questo terribile episodio».

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