Modello organizzativo

Tamponi, ecco cosa dovrebbe cambiare con le nuove linee guida della Regione

A partire da lunedì 11 maggio, la Giunta regionale prevede diverse novità. A partire dal fatto che gli esami diagnostici possono essere prescritti dai medici di base e vanno eseguiti «tempestivamente». Cambia anche il modo in cui vanno effettuati

Tamponi, ecco cosa dovrebbe cambiare con le nuove linee guida della Regione
11 Maggio 2020 ore 17:58

A una settimana di distanza dall’inizio della fase 2, Regione Lombardia rende operative le nuove linee guida per l’attività di sorveglianza e il contact tracing del Covid-19. In parole più semplici, attraverso la delibera approvata lo scorso giovedì 7 maggio la Giunta “promuove” un nuovo modo di operare nell’ambito sanitario regionale, in particolare per quanto riguarda il delicato tema dei tamponi.

Gli obiettivi delle linee guida. Come spiega il documento, il nuovo modello organizzativo ha diverse finalità: intercettare e gestire tempestivamente i casi di sospetti con il concorso dei diversi soggetti sanitari; intervenire rapidamente con gli strumenti di diagnosi e di controllo attraverso l’individuazione dei contatti e la disposizione dell’isolamento per i casi e per i contatti; riconoscere e controllare l’insorgenza di nuovi focolai di malattia; monitorare in tempo reale l’andamento epidemico; gestire al meglio l’utilizzo delle risorse del sistema sanitario.

I nuovi obblighi dei medici. Al centro di questo modello, viene posto l’obbligo per ogni medico di base di segnalare i casi sospetti. Inoltre, per migliorare l’azione di sorveglianza, «verrà implementata la collaborazione tra più soggetti tra cui, ad esempio, i datori di lavoro con la collaborazione dei medici competenti grazie allo screening della temperatura per l’accesso all’attività lavorativa e la possibilità di raccogliere le segnalazioni da parte dei dipendenti di contatto di caso».

Il documento stila anche una sorta di “guida” destinata ai medici nel momento in cui si imbattano in cui caso sospetto. Questi dovranno:

  1. Disporre l’isolamento del paziente, degli eventuali contatti famigliari/conviventi e dei contatti lavorativi.
  2. Acquisire i dati e le informazioni utili alla segnalazione e all’indagine epidemiologica tra cui: sintomi (specificando febbre >=37,5°, tosse, coriza, dispnea, polmonite, affaticamento, anosmia e ageusia diarrea o altro); recapito telefonico ed il domicilio del caso sospetto; i nominativi dei contatti per cui ha disposto l’isolamento domiciliare; comunità coinvolte (luoghi di lavoro, scuola, etc.); altre informazioni utili e rilevanti per la gestione dei casi; l’avvenuta (o la non avvenuta) acquisizione del modulo di presa a visione dell’isolamento domiciliare (vedi ca-simile a supporto del processo di isolamento domiciliare).
  3. Inviare la segnalazione del caso ad Ats tramite il sistema sMAINF (ovvero il software di comunicazione del Sistema Sanitario).
  4. Richiedere l’effettuazione dei test diagnostici per la ricerca di RNA virale (il MMG/PLS/CA se a domicilio, medico ospedaliero se in Pronto soccorso/ricovero; medico di struttura sociosanitaria per i propri assistiti). Se il paziente è a domicilio la richiesta va trasmessa alla Ats di competenza.

«Tamponi tempestivi». A questo punto, ecco una delle prescrizioni centrali di tutto il documento: «Il test diagnostico deve essere effettuato tempestivamente dalla segnalazione dell’Ats e nell’impossibilità ad effettuare tamponi diagnostici in tempi rapidi il caso sospetto deve essere trattato come accertato, compreso l’isolamento dei contatti stretti». In tal senso, si chiede «l’esecuzione del tampone, su indicazione delle Ats, da parte delle Asst e delle strutture private accreditate in specifici ambulatori, preferibilmente in modalità drive-through. In caso di necessità, il tampone può essere effettuato anche a domicilio, su indicazione di Ats e da parte di erogatori sanitari o sociosanitari accreditati (per esempio Adi prestazionale), Usca o dalle équipe territoriali delle Asst».

A questo punto, sulla base delle informazioni ricevute, Ats completa l’inchiesta epidemiologica identificando tutti i contatti e le collettività coinvolte, confermando l‘isolamento già effettuato e attivandone di nuovi ove necessario.

Come si potranno fare più tamponi? È evidente che tutto questo, affinché passi dalle parole ai fatti, necessiti di una implementazione delle forze attualmente presenti per l’effettuazione di tamponi. Un obbiettivo che Regione Lombardia vuole raggiungere attraverso «nuove strategie di erogazione dei test che ciascuna Ats potrà valutare in base alle caratteristiche del territorio e alla numerosità delle richieste»:

  1. Ambulatori dedicati da riservare in via prioritaria per i tamponi di controllo della guarigione.
  2. Tamponi in modalità drive‐through in via prioritaria per i tamponi diagnostici dei soggetti con sintomi lievi. Tale approccio consente di offrire il test evitando l’accesso in strutture che comporterebbe il rischio di contagio. Inoltre, questo consentirebbe da una parte di incrementare i volumi di attività, ottimizzando le risorse e offrendo nel contempo un abbattimento dei tempi sia di attesa sia di esecuzione, dall’altra di garantire una presenza più diffusa sul territorio. Tale modalità può essere attivata prevedendo un’elevata esecuzione di tamponi/die (indicativamente 100 tamponi/die), anche in collaborazione con la protezione civile per gli aspetti logistici. Gli utenti verranno invitati precisando che saranno autorizzati ad accedere autonomamente con il proprio mezzo privato, dotati di mascherina e guanti e, in caso di impossibilità, potrà essere accompagnato da un’altra persona purché l’utente utilizzi il sedile posteriore dell’auto.
  3. Tamponi a domicilio da riservare a pazienti con sintomatologia o che, per vari motivi, non possono essere inclusi nelle modalità di offerta di cui ai punti 1 e 2, attivando quindi i servizi al domicilio, anche tramite Usca o Adi‐Covid.

«Da ultimo, si richiama a una attenta e corretta esecuzione del tampone nasofaringeo – spiega ancora il documento -, indipendentemente dalla sede e dalle occasioni in cui esso viene eseguito. Si ricorda a tal fine che la sede propria della replicazione virale è nella zona posteriore del naso‐faringe, dove il tampone dovrà andare a recuperare le secrezioni che poi saranno analizzate con il test molecolare».

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