Interrogazione del Pd

Torna l’incubo del blocco dei passaggi a livello di Curno. A che punto è la trasformazione?

Il consigliere regionale Jacopo Scandella ha depositato un’interrogazione, sottoscritta dai consiglieri Niccolò Carretta (Azione) e Dario Violi (Movimento 5 Stelle), nella quale chiede alla Regione quali azioni intende intraprendere per scongiurare questo rischio. La risposta dell'assessore Terzi

Torna l’incubo del blocco dei passaggi a livello di Curno. A che punto è la trasformazione?
Cronaca Mozzo e Curno, 03 Dicembre 2020 ore 16:02

Se la trasformazione dei passaggi a livello di Curno, in via Roma e in via Fermi, dovesse concretizzarsi sarebbe un disastro per la viabilità provinciale dell’hinterland a ovest di Bergamo. La sostituzione delle semi-sbarre con barriere complete e l’allungamento dei tempi di chiusura dagli attuali 60 secondi a circa 7 minuti renderebbe questi varchi una sorta di muro invalicabile, paralizzando il traffico cittadino.

Per questa ragione il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella ha depositato un’interrogazione, nella quale chiede alla Regione, committente dell’opera, quali azioni intende intraprendere per scongiurare questo rischio, inclusa la gestione del cantiere del sottopasso di Via Fermi e la continuità della viabilità stradale durante i lavori del raddoppio ferroviario. Il documento, sottoscritto dai consiglieri Niccolò Carretta (Azione) e Dario Violi (Movimento 5 Stelle), chiede conto al Pirellone anche delle modalità con cui si intende procedere per coordinare gli enti locali del territorio nell’interlocuzione con il Ministero dei Trasporti e Rfi, in modo tale da giungere ad una soluzione condivisa.

Il 18 giugno scorso, infatti, l’assessore regionale alle infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile Claudia Terzi aveva dichiarato: «Abbiamo già lavorato con Rete Ferroviaria Italiana, il Comune di Curno e gli altri Municipi della zona per scongiurare questo rischio. Sembra si sia arrivati ad un’ipotesi alternativa e condivisa. Non c’è ancora la formalizzazione, ma dovrebbe essere prossima». Da allora però non sono emersi ulteriori sviluppi, a parte una certa preoccupazione degli enti coinvolti nel progetto trapelata a margine di un incontro convocato in Prefettura il 23 novembre. L’intera vicenda risale però al 22 gennaio scorso, giorno in cui il Comune di Curno aveva diffidato Rfi a procedere alla trasformazione dei passaggi a livello sino alla realizzazione di soluzioni viabilistiche alternative.

«Il tema della viabilità in quell’area della provincia di Bergamo è molto importante perché rappresenta uno snodo cruciale per il traffico di merci e persone che per troppo tempo è stato sottovalutato – sottolinea Niccolò Carretta -. Servono interventi infrastrutturali per superare l’ostacolo dei passaggi a livello, oltre che naturalmente un rapido intervento per scongiurare ulteriori disagi. Auspico ora risposte chiare e celeri da parte dell’assessorato all’interrogazione depositata dal collega Scandella, sottoscritta da me e dal consigliere Violi. La situazione rischia di essere davvero ingestibile per i tanti cittadini coinvolti».

«Come Regione abbiamo accolto fin da subito le istanze del comune di Curno e svolto incontri cercando di sensibilizzare a più riprese gli enti statali coinvolti – risponde l’assessore regionale ai Trasporti, Claudia Terzi -. Inoltre, abbiamo supportato i comuni nell’interlocuzione con Rfi in merito al raddoppio della linea ferroviaria Ponte-Montello e lavorato affinché il sottopasso in via Fermi fosse recepito nel progetto definitivo. Il tema sollevato circa il passaggio a livello attiene a norme statali su cui la Regione non ha competenze».

La questione dei tempi di attesa spetterebbe infatti al Ministero dei Trasporti, che dovrebbe concedere una deroga alle normative vigenti. «Invitiamo il Ministero a dare segnali di attenzione a un tema importante per il territorio, impattante per la vita dei cittadini non solo di Curno, ma di un’area più vasta – rimarca l’assessore -. Sarebbe opportuno però che anche gli enti locali coinvolti si facessero sentire. Nel caso del Pd per esempio, si tratterebbe di contattare i colleghi del proprio partito che siedono al Governo. La Regione ha fatto e continuerà a fare azione di sollecito, ma è bene chiarire le responsabilità per evitare fraintendimenti e per evitare di prendere in giro i cittadini: la competenza è del Governo».

Ulteriori approfondimenti saranno pubblicati sul numero di PrimaBergamo in edicola a partire da domani, venerdì 4 dicembre

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