la petizione online

Treno per Orio, già raccolte cinquemila firme per chiedere la revisione del progetto

I comitati di quartiere, Legambiente e Italia Nostra chiedono di subordinare il progetto all’esito delle valutazioni ambientali sull'aeroporto e, soprattutto, di interrare quanto più possibile il nuovo collegamento ferroviario

Treno per Orio, già raccolte cinquemila firme per chiedere la revisione del progetto
Pubblicato:
Aggiornato:

Non si ferma l’impegno dei comitati di quartiere per chiedere di rivedere il progetto del nuovo collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio. Tanto che nel giro di 24 ore ha già raccolto circa 5 mila firme la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org, indirizzata a Governo, Italferr, Rete Ferroviaria Italia, Regione Comune e Provincia di Bergamo.

Lo scontro e le richieste

I piani attuali prevedono la realizzazione di 5,2 chilometri di binari quasi interamente in superficie, un tracciato che spaccherebbe definitivamente Boccaleone in due aree non comunicanti.

In virtù delle pesanti ricadute ambientali, oltre che per l’elevato consumo di suolo e il severo impatto acustico e visivo anche nella Cintura Verde a sud-est di Bergamo, i cittadini vorrebbero che il nuovo collegamento ferroviario venga interrato.

I promotori della petizione (ovvero i Comitati dei quartieri di Boccaleone, Campagnola, Colognola, San Tomaso de' Calvi, Villaggio degli Sposi di Bergamo, e le sezioni bergamasche di Italia Nostra e Legambiente) chiedono quindi «di subordinare il progetto all’esito delle valutazioni ambientali di legge inerenti l’aeroporto: la Vas per la zonizzazione acustica e la Via per il nuovo piano di sviluppo. Entrambe sono ferme da anni, ma fondamentali per individuarne la massima crescita sostenibile».

Nel caso in cui la ferrovia si rivelasse necessaria, la richiesta è di far sì che il tracciato venga realizzato quanto più possibile sotto terra, «consentendo di ricucire i quartieri anziché dividerli» ed «eliminando la necessità di installare barriere fonoassorbenti alte fino a 7,5 metri, mantenendo la continuità a verde in superficie, sia per le zone urbane sia per le aree agricole della cintura verde di Bergamo».

L’impatto viabilistico del cantiere

Nella petizione si chiede anche di «valutare correttamente le ricadute sulla viabilità esistente durante il cantiere, suddividendo l’appalto delle opere in più lotti da assegnare anche contemporaneamente, in modo da ridurre i tempi di realizzazione dell’intera tratta, ma programmando una sostenibile viabilità alternativa, di prevedere un piano di monitoraggio dell’opera effettivo e attuabile concretamente e in sintonia con quanto prevedono le linee guida ministeriali».

Seguici sui nostri canali