I 95 verbali desecretati

Zona rossa chiesta il 3 marzo dal Cts, ma il 26 febbraio era ritenuta «non necessaria»

Conte dice di aver ricevuto il verbale due giorni dopo, poi il 7 marzo è scattata la chiusura della Lombardia

Zona rossa chiesta il 3 marzo dal Cts, ma il 26 febbraio era ritenuta «non necessaria»
05 Settembre 2020 ore 01:29

Come annunciato, il dipartimento della Protezione Civile ha pubblicato i verbali (95) del Comitato tecnico scientifico (Cts), anche se con molte limitazioni. Si tratta dei resoconti delle riunioni degli esperti che hanno assistito il governo durante la pandemia, e durante le quali sono state prese (o consigliate) decisioni importanti. Dopo le richieste ripetute da parte di  media e associazioni di pazienti per determinare la responsabilità di alcune scelte, ecco esaudita la richiesta. Un esempio tra tutti: la decretazione della zona rossa di Alzano e Nembro, proposta dal Cts il 3 marzo: «Per Alzano Lombardo e Nembro, venti contagi a testa, si propone di adottare le stesse misure restrittive adottate per gli altri comuni delle zone rosse». Il governo non lo farà. È la questione al centro dell’inchiesta della Procura di Bergamo. Pochi giorni prima, il 26 febbraio, il Cts si era però opposto alla chiusura di altre zone oltre agli undici comuni individuati in Lombardia: «Non sono necessarie altre misure restrittive».

Navigazione a vista. Si ha l’impressione di una conduzione incerta su un mare in tempesta. Una navigazione a vista, insomma. Del resto del Covid-19 si sapeva poco o nulla, a parte le scarse notizie arrivate dalla Cina. Torniamo al verbale del 3 marzo, quello della zona rossa per Alzano e Nembro: il premier Conte dirà di aver ricevuto quel verbale solo 2 giorni dopo. Ma il 7 marzo la situazione precipita e si decide di applicare misure più rigide in tutta la Lombardia e in alcune province emiliane, venete e piemontesi. Il 9 marzo, il Cts chiede di rivedere l’intero piano, e la sera stessa il presidente del Consiglio chiude tutta l’Italia. È il lockdown.

Desecretazione a metà. Il governo ha deciso di non pubblicare gli allegati ai resoconti (come il piano anti-pandemico) e questo impedisce di valutare la coerenza delle decisioni adottate rispetto alle evidenze scientifiche disponibili. In ogni caso, anche i verbali delle riunioni future verranno pubblicati, ma con un ritardo di 45 giorni.

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