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L'eleganza di Barbuti arriva a Oriocenter con un nuovo negozio monomarca

Il brand di abbigliamento maschile è sinonimo di classe e tradizione artigiana

L'eleganza di Barbuti arriva a Oriocenter con un nuovo negozio monomarca
Economia 09 Giugno 2021 ore 09:00

A Oriocenter è arrivata l’eleganza Made in Italy di Barbuti, brand di abbigliamento maschile esclusivamente in negozi monomarca presenti su tutto il territorio nazionale. Il marchio prende il nome da un antichissimo quartiere del centro storico di Salerno che per secoli ha ospitato artigiani e sarti di altissima specializzazione. Ce ne parla Vincenzo Stocco, retail manager in prima linea nell’attività del brand, oltre che nell’apertura specifica di Oriocenter.

Quali sono le caratteristiche che rendono Barbuti diverso dagli altri brand di moda?

«Innanzitutto, la centenaria esperienza sartoriale nella produzione di capi di abbigliamento di altissima qualità fa di Barbuti un riferimento per l’eccellenza delle sue creazioni e l’attenzione al design e ai dettagli. Inoltre, ogni capo Barbuti, così come ogni negozio, viene costruito e pensato attorno al cliente. Entrare in una nostra boutique è un’esperienza. Dotate di un laboratorio creativo interno, in ogni store troverete mani esperte pronte a soddisfare ogni necessità e creare prodotti unici che rispondono alle richieste peculiari del cliente».

Il vostro brand è tra i più conosciuti del settore, ma quanto è presente a livello nazionale? 

«Barbuti è presente sull’intero territorio nazionale nei principali centri di riferimento per l’industria della moda. La maison, nonostante il periodo complicato, ha proseguito il proprio piano di sviluppo e continuerà in tale direzione anche nel 2021/2022, con la previsione di creare ulteriori duecento posti di lavoro diretti e circa mille di indotto».

Cosa vi aspettate da questa apertura bergamasca?

«Per noi è un’apertura molto importante, perché Oriocenter è nel novero dei principali centri in Italia, e non solo. Costituisce un tassello fondamentale nel nostro piano di sviluppo, che intende posizionarci in modo emblematico nei mall più importanti e in linea con l’immagine del marchio».

E come siete arrivati a questa apertura?

«L’apertura di Oriocenter giunge nel momento di massima espansione del brand. Dopo avere realizzato numerose aperture dirette nelle principali città Italiane, ora presentiamo qui un concept rinnovato e maturo per poter competere a pieno titolo con l’ampia gamma di offerta presente nel centro. Sono state introdotte numerose innovazioni, sia di natura funzionale sia estetica, come l’ampio portale di ingresso che si sviluppa su un fronte di circa venti metri realizzato interamente a mano e sul posto da ebanisti qualificati intervenuti appositamente per realizzare l’importante impianto architettonico».

In un anno come questo non è scontato aprire un negozio: è stato difficile? Cosa significa per voi?

«Significa proseguire nel piano di sviluppo, cosa che in un periodo come questo ha richiesto tanto coraggio e determinazione. Da oltre un anno le vendite sono sicuramente molto sotto le aspettative, anche a causa delle chiusure nei week-end che fortunatamente sono state superate, ma è stato anche motivo di forte motivazione per tutta l’azienda. Riuscire a proseguire, riuscire a guardare al futuro in un momento così drammatico ha dato forza e speranza a tutti noi e ha permesso all’azienda di trovare una forza e una unità unici».

Presentate, a chi non l’ha ancora visitato, il vostro store di Oriocenter.

«Si sviluppa su una superficie di circa trecento metri quadrati e ha un ingresso, di cui vi ho già parlato, realizzato a mano da falegnami specializzati coordinati dal maestro ebanista >tag_nome<Luciano Sorvillo>res<. Il concept ha un impianto articolato e ricco di dettagli stilistici in cui confluiscono sia ispirazioni dell’architettura classica napoletana, sia dell’atmosfera delle antiche sartorie, negozi di tessuti e atelier del dopoguerra italiano. I soffitti a più livelli “aprono” nel centro alla vista di trompe l’oleil, rappresentazioni classiche di cieli e putti seicenteschi. Il progetto è stato curato da Mapa Architetti Associati. Insomma, rispecchia l’immaginario del marchio, con un mood classico e uno sguardo disincantato alla tradizione e alla storia più nobile dell’architettura e della sartorialità, ma con un imprinting contemporaneo dato dai giovani titolari dell’azienda».