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Perché è una notizia importante che Euronext abbia preso casa qui da noi

Ecco quali sono le ricadute positive sul territorio del trasferimento del data center al campus di Aruba

Perché è una notizia importante che Euronext abbia preso casa qui da noi
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di Andrea Rossetti

A partire dal secondo trimestre del 2022, Bergamo diverrà un centro fondamentale della finanza europea. Giovedì 29 aprile, infatti, è stata definita l’acquisizione di Borsa Italiana da parte del colosso Euronext, che ha anche annunciato il prossimo spostamento del proprio primo data center da Basildon (Londra) al Global Cloud Data Center di Aruba a Ponte San Pietro.

I commenti della politica

La notizia è stata accolta con particolare entusiasmo dalla politica locale e regionale. Il governatore lombardo Attilio Fontana ha detto che questo porterà «una nuova iniezione di lavoro e professionalità». Parole riprese anche dal deputato dem Antonio Misiani, il quale ha anche aggiunto che l’operazione contribuirà «a rafforzare il peso del nostro Paese all’interno del gruppo europeo». Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, invece, ha detto che la decisione di Euronext «colloca Bergamo al livello di Zurigo e Francoforte. Da qui passerà infatti il 25 per cento delle transazioni finanziarie europee».

Questi commenti entusiasti, però, non spiegano quali siano i vantaggi reali dell’operazione, che appaiono ai più astratti, visto che si parla di cloud, dati e scambi azionari. Bergamo diventerà una sorta di nuova City? Si verranno a creare molti nuovi posti di lavoro? Economicamente, quali saranno i vantaggi concreti?

Un’operazione da 4,4 miliardi di euro

Dare delle risposte a queste domande non è semplice. È difficile prevedere quali saranno le ricadute sul nostro territorio di un’operazione di tale portata. Di certo, si tratta di un passaggio storico per il Paese, che dal punto di vista finanziario e politico ne esce vincitore. L’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext è infatti una maxi operazione da 4,4 miliardi di euro e inserisce Piazza Affari in una “piattaforma” borsistica che comprende anche i listini di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo. Il data center di Euronext rappresenta un po’ il cuore del gruppo, l’elemento alla base di ognuno di questi listini. Per dare un’idea numerica: da Ponte San Pietro, una volta completato il trasferimento (nel 2023), passeranno le operazioni finanziarie riguardanti circa 1.900 società quotate.

L’acquisto di Borsa Italiana dunque, come ha ammesso l’ad di Euronext, Stephane Boujnah, si è rivelato fondamentale per la decisione di portare il data center del gruppo a Bergamo. Ma, ancora prima, fondamentale è risultata essere la Brexit. Unione Europea e Regno Unito, infatti, non hanno siglato alcun accordo riguardante i mercati finanziari e così, a partire da gennaio, sui mercati finanziari britannici non è più possibile comprare e vendere titoli emessi e scambiati in euro. Questo ha portato a un massiccio spostamento di transazioni da Londra alle piazze europee, la maggior parte della quali controllate proprio da Euronext. È dunque subentrato un problema di sicurezza: era difficile immaginare che quelle stesse transazioni venissero controllate e gestite attraverso un data center esterno all’Unione Europea. Da qui la decisione di trovare una nuova casa per il cuore dei mercati azionari.

Un’occasione per l’Italia

Inizialmente, le ipotesi vagliate (per stessa ammissione di Boujnah) sono state Amsterdam o Parigi, ma nell’ambito dell’operazione di acquisizione di Borsa Italiana e dato che il mercato azionario italiano contribuisce addirittura a un terzo dei ricavi di Euronext, la decisione è ricaduta sul campus Aruba di Ponte San Pietro, che è in continua espansione e che già oggi è la casa del disaster recovery site di Borsa Italiana, una sorta di “paracadute” logistico e informatico in caso di ko del sistema di Piazza Affari. Sebbene sia ancora presto per dirlo, è molto probabile che in seguito a questa scelta, il ruolo di vigilanza informatica e cyber security sull’intero sistema venga affidato proprio all’Italia, che dunque rivestirà un ruolo di primaria importanza nello scacchiere finanziario-politico europeo.

Non solo: nell’ambito dell’operazione che ha portato all’acquisizione di Borsa Italiana, Cassa depositi e prestiti e Intesa Sanpaolo sono diventate azioniste di Euronext, acquisendo, rispettivamente, il 7,3 per cento e l’1,3 per cento del capitale. Una mossa tesa a portare in Italia anche parte del potere decisionale della finanza del Vecchio Continente, dato che il banchiere Paolo Novelli e la manager Alessandra Ferone entreranno a fare parte del Consiglio di sorveglianza di Euronext, con il primo che ne diventerà anche presidente.

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