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Sanpellegrino senza bollicine, la crisi continua: ipotesi contratto di solidarietà per i dipendenti

Non si trova l'anidride carbonica per le bibite gassate. In vista, contratti di solidarietà per i 440 lavoratori dalla sede bergamasca di Ruspino

Sanpellegrino senza bollicine, la crisi continua: ipotesi contratto di solidarietà per i dipendenti
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di Angela Clerici

Alla San Pellegrino la situazione è difficilissima: la più famosa acqua minerale del mondo non riesce più a reperire quantità sufficienti di anidride carbonica da aggiungere all’acqua (ma pure le altre bibite gassate ne soffrono, aranciata e chinotto sono in crisi). Risultato: il prodotto è in pericolo, le quantità di bottiglie sono state drasticamente ridotte. Va molto meglio a Ferrarelle e Uliveto, che sono “effervescenti naturali”.

Quindici giorni fa, l’azienda di San Pellegrino (del gruppo Nestlé) aveva chiesto di fermare la produzione per due giorni, i lavoratori potevano usufruire di ferie o di permessi Rol, cioè legati alla riduzione dell’orario di lavoro.

Ora per i 440 lavoratori dello stabilimento di Ruspino, fra impiegati e operai, si profila la possibilità del ricorso al contratto di solidarietà. La richiesta viene dalla società e i sindacati ne hanno discusso ieri, venerdì 30 settembre, con l’assemblea dei lavoratori.

Quello che tutti si chiedono, tutti gli appassionati delle bibite gassate, è: come risulta che in questo periodo manchi l’anidride carbonica da “soffiare” nelle bevande? Che si tratti dell’ennesimo complotto, di un’altra speculazione? Ma se ogni anno la combustione dei motori termici sputa in atmosfera la bellezza di trentasei miliardi di tonnellate di anidride carbonica, come può mancare?

È vero, le attività umane stanno inquinando terribilmente l’atmosfera, l’anidride carbonica, gas non velenoso, intrappola il calore, lo trattiene a lungo e contribuisce all’effetto serra, cioè all’innalzamento della temperatura in atmosfera. Ma per l’industria recuperare l’anidride carbonica atmosferica non è facile, anzi, è troppo costoso (...)

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