Economia
Come vanno le cose

Starbucks fatica a prendersi l'Italia? Chiusi due locali a Milano (ma ha aperto a Oriocenter)

Il brand, arrivato in Italia grazie a Percassi, ha subito il contraccolpo della pandemia e il maxi investimento a Milano Cordusio arranca

Starbucks fatica a prendersi l'Italia? Chiusi due locali a Milano (ma ha aperto a Oriocenter)
Economia 21 Gennaio 2022 ore 15:17

A distanza di un paio di mesi dall'apertura bergamasca di un punto vendita in quel di Oriocenter, si scopre che il colosso americano del caffè Starbucks non sta proprio vivendo un ottimo momento. Almeno in Italia, dove il marchio è sbarcato grazie alla fondamentale partnership del Gruppo Percassi, guidato dal presidente dell'Atalanta.

A Milano, città scelta come base dello sbarco italiano del brand, due punti vendita Starbucks hanno chiuso i battenti: quelli in Turati e in Porta Romana. Tengono invece botta i locali in corso Vercelli, via Durini, via Restelli, Garibaldi e Stazione Centrale, ma soprattutto quello in Cordusio, il locale bandiera di Starbucks in Italia, che a dire il vero non è propriamente un "bar" come gli altri, bensì una Starbucks Reserve Roastery, cioè una vera e propria torrefazione che produce caffè (a ciclo continuo, tosta circa 3,5 tonnellate di caffè al giorno) e lo rifornisce a diversi altri locali della città. Un investimento enorme, da 240 milioni di euro solo per recuperare il bellissimo ex palazzo delle Poste di Milano.

Starbucks in Cordusio

Tenere botta, però, non significa andare bene. Il portale Tag43 ha spulciato i bilanci dell'azienda e ha offerto un quadro non certo brillante sull'andamento di Starbucks in Italia, anche (se non soprattutto) per colpa della pandemia: dagli 11 milioni di guadagni ottenuti dalla Starbucks Italy srl nel 2019 si è passati ai "soli" 6,18 milioni del 2020, un calo del 44,28 per cento. I locali milanesi di Turati e Porta Romana sono quindi le prime vittime di questo importante calo delle entrate. Ma anche la maxi torrefazione di Cordusio non sta facendo grandi numeri. E qui la pandemia c'entra solo fino a un certo punto.

I ricavi dall'attività classica di "bar" del locale non sono dei migliori: manca fidelizzazione e i prodotti proposti sono spesso ritenuti troppo cari dall'utenza media. Questo perché, oggettivamente e al di là dei luoghi comuni, il caffè prodotto dalla Starbucks Reserve Roastery di Milano ha una qualità elevata, migliore addirittura (almeno stando a un'inchiesta del 2019, che aveva fatto molto discutere, del programma Report) di quella di molti caffè napoletani di brand noti del settore, come Gambrinus. È ovvio, dunque, che per la qualità venga richiesto un prezzo maggiore. Fortunatamente, a bilanciare un po' la situazione, c'è l'attività di torrefazione in senso più stretto, che ha fatturato 22 milioni nel 2019 e 18 milioni nel 2020. Resta però che il dato relativo al ritorno sull’investimento dello Starbucks Reserve Roastery di Milano presenta ancora un importante segno meno: nel 2019 -34 per cento e -30 per cento nel 2020.

Starbucks a Oriocenter

Insomma, la situazione non è proprio rosea. Bisognerà vedere se Starbucks riuscirà a resistere in questa fase pandemica, meno accentuata ma comunque presente, e se una volta che le cose torneranno a filare più lisce i numeri torneranno a crescere, oppure se davvero l'investimento in Italia si rivelerà un buco nell'acqua, come tanti avevano predetto. Del resto, siamo pur sempre il Paese del caffè espresso (che proprio oggi, 21 gennaio, è stato candidato a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco).

Intanto il brand ha sicuramente puntato su investimenti meno "faraonici", in Italia come nel resto del mondo: le ultime aperture del marchio sono stato un punto vendita ad Arese all'interno una libreria Mondadori, il "chiosco" a Oriocenter e il drive through di Erbusco, ultimo arrivato. Parallelamente, il nuovo ad del gruppo ha deciso di sospendere in tutto il mondo l’apertura di altre Reserve Roastery.

In seguito alle notizie riportate anche in questo articolo. Starbucks ha diffuso una nota stampa in relazione ai piani di sviluppo del brand in Italia: «Come per tutti i rivenditori di store fisici, il Covid-19 ha avuto un impatto nei periodi di chiusura obbligatoria e di limitazione nei servizi. Continuiamo tuttavia a portare in Italia l’esperienza sicura, familiare e comoda di Starbucks nel lungo periodo e ad evolvere i format e le location dei nuovi negozi per rendere ancora migliore l'esperienza dei nostri clienti italiani. Nel settembre 2021, in occasione del terzo anniversario dell'apertura della Starbucks Reserve Roastery a Milano, abbiamo annunciato l'intenzione di aprire altri 26 negozi entro il 2023. Ad aprile 2021 abbiamo anche aperto il nostro primo negozio a Campi Bisenzio (Firenze) all’interno del Centro Commerciale I Gigli, e all'inizio di questo mese abbiamo aperto il nostro primo Drive-Thru a Erbusco (Brescia)».

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