Nuova impresa

Video della discesa da vertigini di Franco Tonoli, col monosci sulla Nord della Presolana

Bloccato in carrozzina dal 2012, l'alpinista di Gazzaniga completa un'altra impresa: «Vivo ricordi ed emozioni, la montagna è scuola di vita»

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di Giambattista Gherardi

«Tornare in luoghi che frequentavo da normodotato mi regala sensazioni uniche, fra ricordi ed emozioni». Le parole sono di Franco Tonoli, 61 anni di Gazzaniga, da nove anni paralizzato e in carrozzina a causa di un incidente in montagna. Nelle scorse settimane ha completato una nuova, incredibile impresa, scendendo col monosci lungo il celeberrimo Sentiero della Guaita, sul versante Nord della Presolana, percorrendo il tratto che dai 2100 metri del Rifugio Cima Bianca raggiunge Colere, a 1000 metri di quota, passando dal rifugio Albani.

«È stata dura, ma ne è valsa la pena: questo tipo di imprese rappresentano la battaglia con me stesso che dura da un’intera vita, che mi fa andare sempre più avanti, soprattutto dopo il tragico evento del 2012». Lo scorso gennaio, Tonoli si era “preparato” con un’altra discesa mozzafiato, in questo caso partendo dai 2250 metri del Rifugio Chalet dell’Aquila, in località Ferrantino di Colere e scendendo “fuoripista” sino a Valzurio. In tutto questo c’è la vicinanza di tanti amici e della figlia Valeria (foto di apertura), ma anche una dedica speciale per la moglie Ileana Locatelli, campionessa di sci agli albori della Valanga Rosa, morta a seguito di un’inesorabile malattia il 15 giugno 2020.

Franco Tonoli in handbike

La passione per la montagna ha legato Franco e Ileana (sposati dal 1989) per un’intera vita. Insieme, nel 2011, Franco e Ileana avevano raggiunto la vetta del Cervino, ma il 21 settembre dell’anno successivo Franco fu vittima di un gravissimo incidente mentre scalava una parete in Grecia, sull’isola di Kalymos. In ospedale, dopo mesi di degenza, arrivò una brutta sentenza: paraplegia, paralizzato dalla vita in giù.

Insieme a Ileana, quel colpo tanto duro si trasformò in una sfida da vincere, prima nella casa della frazione Masserini, poi attraverso l’handbike e lo sci, e infine lavorando alacremente per il collaudo e la diffusione dell’esoscheletro “Re-Walk”, ideato in Israele. Una sorta di “robot indossabile”, con cui Tonoli ha ripreso a potersi muovere in posizione eretta. Da quest'anno Tonoli è anche testimonial, in Val Seriana, del progetto Orobie Style. Ora la seconda sfida all’impossibile, vinta lungo la Nord della Presolana e immortalata dal video, che vedete qui sopra, di Federico Gotti: nella vita e nello sport il limite è sempre e solo dentro di noi. Franco ha saputo superarlo.

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